I SALDI DELL’ANIMA

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SALDI ESTETICA

I SALDI DELL'ANIMA E IL GETTONE TECNOLOGICO

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La Vescicola Biliare

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vescicola biliare

Perché dovrei conoscere il meridiano Vescicola Biliare?

L’energia Vescicola Biliare è quella che ci supporta nelle decisioni.

Mi sembra già una motivazione valida, no? Sì, ok, mi spiego meglio.

Vescicola Biliare (per gli amici Vescicola, non vogliatemi male ma è lunghissimo da scrivere se no!) in equilibrio ci dà la chiarezza mentale e la forza (possiamo anche dire la Rabbia, come vedrai più sotto) che ci servono per prendere delle decisioni consapevoli, che non porteranno a rimorsi, anche se si riveleranno non perfette.

L’energia Vescicola Biliare e le emozioni

Anche Vescicola Biliare, come Fegato, è collegata al Legno e quindi alla rabbia.

Per descrivere Vescicola è bello utilizzare l’immagine della rabbia del Vento (anche il Vento, per il Taoismo, appartiene al movimento Legno).

Il vento è una forza potente che quando si scatena può devastare i luoghi in cui arriva, facendo danni spesso enormi. A volte il vento fa paura: quando fa sbattere le porte e le finestre e fischia all’interno delle case.

E ora pensa ad una barca a vela, che grazie al vento può muoversi nel mare. Il bravo marinaio sa come far arrivare la barca esattamente dove vuole: impara a fare dei calcoli, a guardare cos’ha intorno a sé ed a valutare le possibilità, conosce qual è il vento che soffia, si appoggia alla sua forza, e si fa portare.

L’energia di Vescicola percorre i lati del nostro corpo, e ci dà la possibilità di guardarci intorno per valutare.

Scorre sulle nostre scapole, per darci la forza di andare avanti a schiena dritta, facendoci supportare dalla forza del vento, scende sulle nostre gambe, per farci stare ben piantati a terra e darci la forza di muoverci nella direzione che abbiamo scelto.

Come potresti contattare e nutrire l’energia Vescicola Biliare?

Pensa ad un momento della tua vita in cui hai preso una decisione, grande o piccola, di cui non ti sei mai pentito, magari è stato difficile e ti sei sentito o sentita dire che coraggio.

Pensa ad una volta in cui hai sentito di aver valutato con sufficiente cura tutte le opzioni, e poi hai preso una strada.

Ecco, quell’emozione lì, quella sensazione era proprio il tuo vento. Ti ha portato dove volevi, vero?

Vescicola si nutre così: prendendo il coraggio di decidere con consapevolezza.

No, non è (sempre) facile, ma a volte è l’unico modo possibile, e porta sempre a serenità. Se hai bisogno di riflettere prima di prendere una decisione, puoi anche inserire consapevolmente nella tua pratica l’esercizio di stretching dei meridiani di Legno.

Dico consapevolmente perché mentre fai l’esercizio puoi immaginare proprio di dare energia a questo meridiano, e farti aiutare a trovare il vento buono per te.

Tratto da http://www.perlavitachescegli.it/meridiano-vescicola-biliare/

 

 

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Guida alla scoperta dei profumi di madre natura 4 Parte

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aromaterapia

Oli essenziali piccanti

Hanno aromi forti, corroboranti e fortemente energetici. Sono estratti da piante che arrivano dai Paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano (Madagascar, Zanzibar, Indonesia, Sri Lanka, Mauritius), dove al caldo umido si unisce l’effetto delle brezze marine, favorendo la crescita di piante dalle fragranze intense (quelle delle mitiche “isole delle spezie”).

Riscaldano, corroborano e mettono in movimento le energie a livello fisico, mentale ed emotivo. Stimolano la circolazione; sciolgono i muscoli tesi. Sono tonici, anti-depressivi (ed euforizzanti), afrodisiaci (stimolano i sensi), combattono la stanchezza e favoriscono la concentrazione.

Attenzione: Contengono principi attivi che possono essere irritanti per la pelle e quindi vanno sempre usati con parsimonia e molto diluiti, mai puri.

Come impiegarli: diffusi nell’ambiente o per massaggi (diluirli bene in oli vettori o creme per il corpo).

Rientrano in questo gruppo:

cannella (nota di base) – si ottiene dalla corteccia di rami giovani mediante distillazione

chiodi di garofano (nota di base) – si ottiene dai boccioli dei fiori quando il fiore diventa rosso (essiccati) per distillazione

noce moscata (nota di base) – si ottiene dai semi per distillazione

pepe nero (nota di base) – si ottiene dai frutti (essiccati e triturati) per distillazione

zenzero (nota di base) – si ottiene dal rizoma (essiccato) per distillazione

Oli essenziali da resine e legni caldi

Richiamano atmosfere d’Oriente o del Medio Oriente. I loro aromi sono caldi e avvolgenti; danno pace e forza interiore; smorzano aggressività e iper-attività. Hanno proprietà anti-infiammatorie, cicatrizzanti ed eudermiche (rendono bella la pelle). Favoriscono sonno, riflessione e meditazione.  Spesso sono usati per favorire l’incontro con la sfera del divino (es. incenso bruciato in chiesa).

Come impiegarli:  per diffusione ambientale; assieme a oli e creme per il viso e il corpo; per bagni aromatici; per profumi personali.

Rientrano in questo gruppo:

benzoino (nota di base) – si ottiene dalla resina disciolta in acqua o per distillazione

incenso (nota di base) – si ottiene dalla resina per distillazione

patchouli (nota di base) –  si ottiene dalle foglie (essiccate e fermentate) per distillazione

mirra (nota di base) – si ottiene dalla resina per distillazione

sandalo (nota di base) – si ottiene dal cuore del legno e dalle radici per distillazione

 

Oli essenziali utili

Sono oli utilizzati per la loro grande praticità nella vita di tutti i giorni.

Rientrano in questo gruppo:

Tea tree (nota di cuore) – si ottiene da foglie e rametti per distillazione risolve piccoli problemi della pelle (scottature, punture d’insetti, micosi, herpes); cura afte e gengiviti (sciacqui); è usato per lavande vaginali; si applica al torace nelle malattie da raffreddamento. In piccole quantità può essere applicato anche puro (verificare però se si è allergici).

Citronella (nota di testa) – si ottiene dall’erba fresca (o parzialmente essiccata) per distillazione molto utilizzata come insettifugo (tiene lontane le zanzare); può essere impiegato nella pulizia della casa (igienizza in modo naturale e tiene lontani gli insetti).

 

A ciascuno il suo olio

Alla fine del 19° secolo Septimus Piesse scrisse un libro “L’arte della profumeria” in cui paragonava gli oli essenziali e i loro aromi ai suoni musicali. Di questo suo studio nella moderna aromaterapia è rimasta la classificazione in oli con note di testa (nota alta), nota di cuore (nota media) e nota di base (nota bassa). Questa classificazione considera che la diversa velocità con cui gli oli vaporizzano (assieme alle loro caratteristiche e proprietà) è importante per determinare il profumo ideale, che dovrebbe comprendere almeno 1 nota alta, 1 media e 1 bassa.

Nota di testa (nota alta): è propria degli oli più leggeri e che evaporano più in fretta. Sono assai volatili e hanno una vibrazione molto alta e sottile, che agisce dal basso verso l’alto (sono i primi ad essere avvertiti quando si annusa un profumo). Possono essere essenze fresche o fruttate come quelle degli agrumi, con effetto calmante sul sistema nervoso, o pungenti e canforate come quelle degli oli balsamici, dai benefici effetti sul sistema respiratorio e circolatorio.

Caratteristiche di chi predilige questa nota

Ha una notevole energia; è dinamico e creativo. Persona aperta, disponibile, socievole ed estroversa.  Ama l’azione e la vita all’aria aperta. E’ poco tollerante e facile alle arrabbiature. E’ loquace, portato alle cose nuove, alla rottura di schemi e pregiudizi. Non ama la routine; si annoia facilmente. Può essere arrogante, ma dietro all’arroganza cela soprattutto timidezza. Racchiude in sé pregi e difetti degli elementi aria e fuoco.

Nota di cuore (nota media): appartiene agli oli morbidi e floreali, dalla volatilità media che porta verso il cuore e che sono ricavati dai fiori con effetto riequilibrante e vitalizzante, adatti soprattutto nei momenti di forte agitazione o tristezza.

Caratteristiche di chi predilige questa nota

Ha energia costante e necessità di esprimere i sentimenti; ama e cerca sensualità. E’ la nota degli equilibri tra gli opposti (fuoco e acqua) e chi la preferisce cerca soprattutto equilibrio nella vita (e per questo spesso sposa situazioni di compromesso). Disponibile e spontaneo, esprime facilmente i suoi stati d’animo. E’ flessibile e aperto, ma non vede di buon occhio le interferenze nella propria vita o nella propria routine. Ha buona memoria e sa ascoltare. Resiste alla fatica e ha notevole senso di responsabilità. Buon lavoratore, ma ha bisogno di essere riconosciuto.

Nota di base (nota bassa): gli oli di questo gruppo hanno profumo caldo e pesante; sono poco volatili, ricavati da legni, resine e spezie. Hanno effetto tonificante. La vibrazione bassa, pesante e profonda, porta verso la terra: sul piano psichico aiutano a dare stabilità e forza.

Caratteristiche di chi predilige questa nota

Ama esercitare la leadership e avere il controllo della situazione e delle persone.

È molto ambizioso e possiede energie inesauribili. Deciso, determinato, quasi mai si scoraggia. Sa aspettare, ma vuole centrare i suoi obiettivi. Testardo e a volte autoritario; considera il nuovo o come una minaccia o come un’opportunità per attestare la sua leadership. Fa comunque fatica ad aprirsi al nuovo: lo deve controllare e poi dominare. Tradizionalista, conservatore, puntuale.

 

Fonte http://www.affarnostro.it/1/discipline-a-confronto/guida-alla-scoperta-dei-profumi-di-madre-natura.html

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Gambe Leggere

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gambe leggere

Durante il periodo estivo il dolore alle gambe diventa insopportabile, vorremmo avere gambe leggere, ma vediamo i trattamenti per risolvere il problema.

Senso di pesantezza, tendenza al gonfiore delle caviglie, indolenzimento e formicolio alle gambe: sono disturbi diffusi con il caldo specie per chi trascorre per lavoro molte ore in piedi, che solitamente scompaiono con la fine della stagione estiva.
Talvolta, tuttavia, possono essere un segnale di insufficienza venosa, dovuta al ristagno del sangue (stasi) nelle vene.

Le nostre gambe,quindi, possono diventare pesanti con una tendenza ad accumulare liquidi, e pertanto cellulite, causa di una cattiva circolazione. Ebbene ecco un rimedio naturale per aiutare l’organismo a liberarsi dei liquidi in eccesso, è possibile ricorrere a dei bendaggi. Questo trattamento alle gambe prevede l’utilizzo di particolari bende imbevute di sali e principi attivi capaci di richiamare per osmosi i liquidi intrappolati tra le cellule, liberando così i tessuti che per colpa della ritenzione si sono infiammati.La seduta di bendaggio alle gambe inizia con uno scrub leggero.

L’estetista parte dalla caviglia, avvolge intorno a ciascuna gamba una garza di cotone imbevuta di un gel drenante e riducente, trascorso il tempo necessario, le garze vengono srotolate e con un leggero massaggio viene fatto assorbire il gel residuo. Senza eliminare il prodotto in modo che possa continuare ad agire anche nelle ore successive ci si può rivestire.

Gli effetti benefici di questi bendaggi sulla linea delle gambe sono immediati,senso di freschezza e gambe leggere, ma per renderli duraturi sono necessarie 4/6 sedute.

Ad avere un giovamento anche la pelle, grazie alle sostanze che vengono incorporate nel massaggio.
Ancora più risolutivo se i bendaggi vengono abbinate alla pressoterapia.

I bendaggi si applicano, nella stessa seduta, sotto la macchina della pressoterapia,il cui effetto si basa su un’azione fisica che agisce sulla circolazione venosa e linfatica rendendola più efficiente e migliorando di conseguenza gli inestetismi estetici di più frequente riscontro: cellulite, ritenzione di liquidi, ectasie e soprattutto la salute delle nostre gambe.

Le apparecchiature per la pressoterapia, attraverso pressioni dosate ai tessuti, facilitano il drenaggio del liquido interstiziale e dei soluti che vi si trovano, attivando anche la circolazione venosa e liberando l’ambiente extracellulare dalle scorie che le cellule costantemente vi riversano.

La pressione non viene esercitata contemporaneamente su tutta la superficie coperta dai segmenti o dai gambali, ma secondo una sequenza centripeta che è quella seguita dal sangue venoso e dalla linfa. La sequenza pressoria favorisce l’entrata del liquido interstiziale nei vasi linfatici e nell’albero circolatorio, attivandone il naturale percorso.

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Il Triplice Riscaldatore

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triplice riscaldatore

È un viscere dell’elemento Fuoco. È di un fuoco ministeriale, essendo accoppiato con il Pericardio.

I tre riscaldatori, nella medicina sono localizzati nel tronco: il Riscaldatore superiore si localizza nella cavità toracica che contiene cuore e polmoni; il riscaldatore mediano è nella parte sopra l’ombelico ed anteriore dell’addome, racchiude fegato e milza (ma anche i visceri stomaco/pancreas e cistifellea); il riscaldatore inferiore contiene i reni e racchiude, sotto l’ombelico, la vescica e gli intestini oltre agli organi sessuali. Nell’alchimia interiore, invece, si identificano con testa, torace fino al diaframma ed addome tra diagramma e perineo: con il triplice riscaldatore si armonizzano i tre dan-tian.

Vive il suo periodo di massima attività della marea energetica tra le ore 21 e le ore 23: proprio quando molte persone sentono stanchezza ed hanno piacere ad andare a dormire. Queste ore sono associate all’animale zodiacale “Cinghiale”: segno onesto, semplice e con una grande forza d’animo, proprio come il nostro triplice riscaldatore che si incarica di manifestare gli squilibri organici oppure, quando tutto funziona al meglio, di offrire una marcia in più a tutto il sistema psico emotivo. Il suo ideogramma ci racconta di 3 Fuochi che bruciano, riscaldano e trasformano.

A cosa serve

  • Dà forma alle idee: il Triplice Riscaldatore, si ricorda, è legato al Pericardio, dalla sua funzione di Fuoco Ministeriale. È il viscere dell’organo Pericardio. Questi due meridiani sostengono le braccia sulla linea mediana e sono responsabili della correttezza dell’atteggiamento nell’azione. La connessione con la cistifellea nel livello energetico shao yang ci parla di come nelle fasi di realizzazione dei progetti sia un valore incommensurabile la partecipazione equilibrata di tutte le risorse disponibili. Progettare, provare Gioia nella realizzazione. Armonizzare shao yang.
  • Si usa in fase diagnostica visiva e palpatoria. È molto facile che un gonfiore addominale si manifesti sopra o sotto l’ombelico, oppure che il petto venga esposto “in fuori” oppure sia nascosto ed incassato: tutte queste sono indicazioni precise che consentono un intervento mirato sul meridiano, per disperdere l’umidità (ventre piatto ed armonico, ombelico rotondo, respiro profondo, atteggiamento posturale corretto).
  • Armonizza l’intento del Cuore: Accoppiato con il Pericardio, protegge il Cuore ne diffonde le istanze. Può essere utile per muovere il qi stagnante (soprattutto stasi di Fegato) e per stabilizzare le facoltà della Mente (chiarezza, lucidità, emotività).
  • Equilibra sangue e qi: quando il Cuore è in pace, il jing (l’essenza sessuale) può muoversi verso gli altri riscaldatori e nutrire il sangue. Quando il Cuore è colmo di desiderio sconsiderato (non solo sessuale) il sangue si impoverisce e con esso, a lungo andare, anche il qi. Tenere il Cuore in pace è la funzione del triplice riscaldatore, quando è colmo (ovvero, quando non è impegnato nella funzione di armonizzazione degli altri elementi).
  • Acquista, trasforma, espelle: tre riscaldatori per svolgere 3 funzioni: il superiore acquista, il mediano trasforma e l’inferiore espelle. Si imputano al meridiano di triplice riscaldatore alcuni casi di cattiva gestione dei liquidi (diarrea, incontinenza, edema) ma anche per l’obesità. Occorre, volta per volta, capire il quadro diagnostico complessivo per cercare di indirizzare una azione utile su questo viscere (armonizzazione dei 5 elementi) oppure agire direttamente su un organo od una funzione specifica.

Il meridiano

È un meridiano di mano, che ha il suo inizio nel bordo ulnare dell’anulare ed attraversa lo spazio tra 4° e 5° metacarpo, raggiungendo la superficie dorsale del polso. Segue ancora al centro della faccia posteriore dell’avambraccio, tra radio e ulna, tra i meridiani di intestino Crasso ed Tenue. Arriva al gomito: camminando sopra la sporgenza dell’olecrano, sale lungo il lato posteriore fino alla spalla (dove si incrocia con intestino tenue nel punto IT-12 passando sul lato anteriore in VB-21). Riemerge nella fossa sopra la clavicola da dove sale sul collo e raggiunge l’orecchio, girandoci intorno. Una biforcazione del meridiano passa la tempia per terminare sul lato esterno del sopracciglio.

Tratto da http://taoroma.it/entity/triplice-riscaldatore/

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Le regole del buon sonno

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buon sonno

Le regole del buon sonno

1) Dopo le ore 17.00, ridurre il consumo di caffè, tè, coca cola, cioccolato, spezie, zenzero ed altri eccitanti.

2) Limitare il vino e gli alcolici. In piccola quantità essi risultano sedativi, ma quando si eccede possono eccitare.

3) Meglio un bicchiere di latte tiepido, eventualmente dolcificato col miele, prima di andare a dormire: contiene oppiacei naturali, le case morfine, che possono favorire sonni tranquilli.

4) Mangiare leggero, specialmente la sera. Pasti troppo ricchi, a base di carne, condimenti e grassi animali disturbano il sonno e possono causare risvegli notturni.
Alla sera, preferire cereali integrali, verdure cotte e latticini leggeri.

5) Limitare la TV ed evitare spettacoli troppo coinvolgenti e “sonnellini” davanti allo schermo.

6) Praticare regolarmente attività fisica. Sport di resistenza come nuoto, jogging, bicicletta – come anche camminare – aumentano il dispendio energetico e favoriscono il sonno a patto di essere praticati nella prima parte della giornata. Se praticati nel tardo pomeriggio o di sera rischiano infatti di disturbare il sonno.

7) Praticare yoga, rilassamento (training autogeno) o ginnastica dolce aiutano a rilassarsi ed a ritrovare il sonno.

8) “Staccare” da ogni fatica mentale almeno tre ore prima di andare a letto.

9) Areare la camera da letto prima di coricarsi o, se la temperatura esterna lo permette, dormire con la finestra aperta. Mantenere in ogni caso una temperatura sui 16-18 gradi. Ascoltare un po’ di musica.

10) Evitare di avere delle piante o dei fiori vicino al letto: consumano ossigeno, togliendolo alla stanza in cui si dorme.

11) Il colore della camera può avere un’influenza rilassante. Scegliere per le pareti toni chiari e neutri.

12) Il materasso non deve essere né troppo duro, né troppo soffice. Eliminare guanciali troppo alti: si dorme meglio su quelli anatomici.

13) Crearsi un po’ di relax tra le coperte: fare respiri lenti e profondi, contrarre e rilassare più volte braccia, spalle, collo, viso e gambe. Provare a tenere gli occhi aperti al buio, quando si sente che si chiudono resistere ancora per qualche secondo: ciò stimola il sonno. Ripetere all’infinito sottovoce una parola qualsiasi, contare da uno a cento, contare le “pecorelle” …

14) Coricarsi, alzarsi e mangiare ad orari regolari, in modo da non alterare i ritmi circadiani. Individuare il proprio numero di ore di sonno (da 6 a 10) e rispettarlo (a meno di impegni o recuperi).

15) Se vi è necessità di recupero e se ne ha la possibilità, concedersi un sonnellino di una ventina di minuti, senza superarli, però, altrimenti si entra nelle ultime fasi del sonno profondo dalle quali ci si sveglierebbe a disagio e con la mente confusa. Meglio riposarsi sdraiati che seduti. Si alleggerisce la pressione sui dischi intervertebrali, i fianchi, le ginocchia, le caviglie: i muscoli si distendono e si ristabilisce la circolazione sanguigna.

Tratto da http://www.osteomedicina.it/index.php/articoli-utenti/item/158-buon-sonno

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OSTEOPATIA CRANIALE E CARDIOPATIA

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CRANIOSACRALE

Le malattie del Cuore e dei grandi vasi hanno alla loro origine molteplici cause. Tra queste una rilevanza significativa si può attribuire alla modificazione della struttura della parete interna dei vasi sanguigni, che ha relazione con il deposito di sostanze normalmente non presenti all’interno del vaso quali accumuli di materiale lipidi ed aggregati piastrinici, alla modifica del tono muscolare della parete muscolare dei vasi arteriosi, regolata dal sistema nervoso autonomo ortosimpatico, ed a disregolazione del sistema autonomico viscerale che tramite i nervi cardiaci regola la funzionalità automatica del battito cardiaco.

La concomitanza statisticamente significativa tra cardiopatie, patologie dell’apparato respiratorio, dei sistemi sierosi che rivestono cuore e polmoni e alterazioni del complesso integrato di regolazione PNEI, che coinvolge il circuito dello stress e le implicazioni neurologiche, psicologiche, endocrine immunologiche ha nella alterazione della regolazione neurovegetativa uno dei principali effetti somatici.

Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) ha come obiettivo principale il ripristino della regolazione neurovegetativa fisiologica ed esercita una azione terapeutica e preventiva spendibile in modo specifico nelle cardiopatie. L’azione sui tessuti connettivi ha un ruolo significativo nella normalizzazione delle disfunzioni di motilità e mobilità viscerale degli organi mediastinici (polmoni e relative sierose con sistema tracheo bronchiale, cuore e relative sierose con sistema dei grandi vasi arteropolmonari ) e sotto diaframmatici, che hanno influenza sulla funzionalità cardio polmonare ( fegato, stomaco, milza, reni ). Nella concezione olistica dell’osteopatia un rilievo significativo nella regolazione lo esercita in particolare il sistema di regolazione centrale, il sistema nervoso compresa la parte autonomica, dei nervi cranici e midollare.

Sono stati effettuati studi scientifici con l’obiettivo di verificare l’impatto biologico dell’Osteopatia Craniale nel trattamento delle patologie cardiocircolatorie e respiratorie, che hanno fornito dati molto interessanti. In particolare sono stati presi in considerazione pazienti con cardiopatia ischemica provenienti dal reparto di cardiologia e unità coronarica e dalla cardiochirurgia, dopo infarto miocardico o intervento cardiochirurgico di rivascolarizzazione miocardica con by pass aorto-coronarici. L’introduzione del trattamento di OMT Craniale ha determinato effetti sia a breve che a lungo termine consistenti in miglioramento dei valori della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dello stato di ansia e del tono dell’umore (questionari C.D.A. e S.T.A.I) che è risultato essere nettamente migliore rispetto ai pazienti che hanno svolto solo il programma di riabilitazione standard (attività educazionale e attività fisica). Nei pazienti provenienti dalla cardiochirurgia che hanno subito una sternotomia, è stato osservato inoltre un miglioramento della postura.

 L’OMT Craniale è una tecnica manuale di tipo fasciale, non invasiva che lavora sul Sistema Cranio Sacrale e sul Rilascio Somato Emozionale (SER: rilascio dell’emotività trattenuta nel tessuto, componentistica emotiva nella disfunzione fisica). Il trattamento Osteopatico si integra con tutti gli altri sistemi terapeutici e trattamenti medici e contribuisce a migliorare la qualità dell’outcome dalla fase acuta e soprattutto la qualità di vita dopo l’evento. L’OMT favorisce l’attivazione dei meccanismi di auto-guarigione del corpo e dato che il sistema Cranio Sacrale è un in stretto rapporto con Sistema Nervoso Centrale (SNC), Sistema Nervoso Autonomo (SNA), sistema muscolo scheletrico, endocrino, cardiocircolatorio, respiratorio e fasciale tale effetto si riscontra a livello di molti sistemi fisiologici.

Il Sistema Cranio Sacrale comprende ossa del cranio, meningi (che avvolgono cervello e midollo spinale) liquido cefalo rachidiano (LCR), prime vertebre cervicali, osso sacro e coccige. Il LCR viene prodotto per filtrazione del plasma dai plessi corioidei, strutture vascolari situate principalmente all’interno dei ventricoli cerebrali in modo intermittente, mentre viene riassorbito a livello delle strutture granulari del Pacchioni situate all’interno del seno sagittale superiore, un grande dispositivo di circolazione venosa situato tra cranio ed encefalo, in parte dello spazio posto tra i due emisferi cerebrali. La produzione a poussè del liquido associata alla contrazione ritmica della glia, la struttura perinervosa che sostiene il sistema nervoso, determinano una espansione ritmica di alcuni micron percepibile nell’insieme della scatola cranica e propagata tramite i nervi periferici ed il sistema fasciale, in ogni regione del copro. Questo ritmo ha una sua definita frequenza, ampiezza, simmetria e qualità che possono essere valutati con la palpazione e in base ai quali l’Osteopata valuta e interviene sulle disfunzioni craniali e somatiche per facilitare il riequilibrio.

L’OMT Craniale facilita il riequilibrio dell’attività orto/parasimpatica con effetti positivi su ipertensione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca, riduzione della motilità intestinale, effetti dell’ipertono vagale quali aritmia cardiaca, contrazione bronchiale, spasmo gastrico ed iperproduzione di succhi gastrici, nausea, spasmo intestinale. Facilita il drenaggio dei residui catabolici dal sistema nervoso stimolando il ricambio del liquido cefalorachidiano (utile in particolare nell’anziano dove tale ricambio avviene meno frequentemente rispetto alle quattro volte al giorno nel soggetto giovane). Migliora la circolazione sanguigna e linfatica corporea e cerebrale, agevolando il trattamento di vertigini, sincopi, parestesie temporanee, intorpidimento, perdita della memoria, ischemia cerebrale ed esiti di TIA stabilizzati, dovuti a un diminuito apporto sanguigno cerebrale. A livello respiratorio aiuta a ridurre la congestione polmonare, è utile nel trattamento di asma bronchiale e pleurite.

L’OMT in cardiologia costituisce una risorsa efficace da utilizzare in modo competente nel rispetto delle red flags ( fattori di rischio gravi ), in contesti clinici stabilizzati. Sono in corso nuove ricerche interessanti sugli effetti dell’OMT nelle cardiopatie congenite operate in ambito pediatrico.

Dott. Manlio Cicoira D.O.

Tratto da http://www.osteoliveclinic.com/2016/11/19/osteopatia-e-cardiopatia/

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La Dieta Ayurvedica per l’Estate

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dieta ayurvedica

LA DIETA AYURVEDICA PER L'ESTATE.

Le tre C sono un ottimo modo per ricordare gli alimenti rinfrescanti: usate generosamente nella vostra dieta di questa estate per stare freschi: cetriolo, coriandolo, noce di cocco.

Gli Alimenti rinfrescanti comprendono:

· cereali come il riso bianco basmati, quinoa, amaranto, orzo, avena.

· frutta come anguria, uva, pere, avocado.

· verdure come cetrioli, asparagi, broccoli, verdure a foglia verde, carote ,  patate dolci.

· cocco è particolarmente rinfrescante in tutte le sue forme, compresa l'acqua di cocco.

· erbe aromatiche come coriandolo e menta.

Alimenti riscaldanti includono:

· spezie piccanti

· alcool

· aceto

· cibi fritti

· pomodori

· yogurt

· alimenti fermentati

· frutta agrumi aspri

· formaggio

 

Ricetta estiva per stare freschi:

INSALATA ESTIVA DI CETRIOLI, MENTA E ANGURIA

Ingredienti:

• 2 tazze di cubetti di cetriolo.

• 2 tazze di cubetti di anguria (senza semi).

• succo di 2 lime.

• 3-4 cucchiai di menta fresca tritata.

• Sale.

Indicazioni:

Unite tutti gli ingredienti scritti sopra in una ciotola. Servire leggermente fresco.

 

Tratto da http://www.ayurvedaitalia.it/post.php?id=484

 

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La Melanzana

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melanzane

Melanzana: Proprietà e Benefici

La melanzana è originaria dell’India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa, cominciò a diffondersi in Italia intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi.

È un ortaggio tipicamente estivo, infatti, al di sotto dei 12°, la pianta non cresce. La melanzana non può essere consumata cruda, come altri ortaggi, infatti oltre ad avere un gusto non proprio buono, contiene una sostanza tossica il cui nome è solanina.

Le varietà di questo ortaggio variano dalla forma, ovale, tonda e bislunga.

Tra i minerali contenuti nella melanzana troviamo: potassio, fosforo, magnesio, zinco, rame, selenio, ferro, calcio, manganese, sodio.

Mentre tra le vitamine troviamo: vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamina E, K e vitamina J. Le melanzane contengono inoltre beta-carotene.

Questi gli aminoacidi: acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Corrobora e Depura

Grazie al suo alto contenuto di acqua, la melanzana è considerata depurativa dell’organismo, quindi consigliata nei casi di gotta, arteriosclerosi e problemi di infiammazione alle vie urinarie.    

La buona presenza di potassio e di altri minerali dona alla melanzana proprietà rimineralizzanti e ricostituenti.

Abbassa il Colesterolo

Come nelle foglie del carciofo anche le melanzane contengono alcune sostanze amare, le quali contribuiscono a stimolare la produzione di bile e, insieme alla fibra, abbassano il tasso di colesterolo cattivo LDL.

Acido Clorogenico

La melanzana contiene l’Acido Clorogenico, un composto di origine vegetale molto noto per le sue spiccate proprietà antiossidanti. La sua attività contribuisce alla riduzione del tasso di colesterolo nel sangue e contrasta l’attività dei radicali liberi.

Ha anche proprietà lassative, anche se non accentuate, ed è quindi utile in casi di stitichezza.

Non Contiene Glutine

La melanzana non contiene glutine e può quindi essere consumata dalle persone interessate dal morbo celiaco.

Facilita il processo digestivo

Come gran parte delle verdure ha un buon contenuto di fibra alimentare, la quale promuove un regolare transito intestinale degli alimenti e facilita il processo digestivo; inoltre stimola la produzione di succhi gastrici che facilitano l’assorbimento delle sostanze nutritive a livello intestinale. L’abbondanza di fibra contribuisce ad aumentare il senso di sazietà e rende questo ortaggio un valido aiuto per tutti coloro che sono intenzionati a perdere peso.

Combatte l’osteoporosi

La melanzana contiene alcuni composti fenolici le cui proprietà sono state collegate con una riduzione dei sintomi dell’osteoporosi e ad una maggiore densità ossea. A questo si aggiunge il buon contenuto di ferro e calcio che sono essenziali per la salute ossea.

Anemia

La melanzana contiene ferro ed anche una buona quantità di rame, un’altra sostanza utile alla formazione dei globuli rossi, quindi diciamo che è utile per chi soffre di anemia, una patologia che si manifesta a causa della carenza di ferro, i sintomi sono mal di testa, depressione e debolezza.

Nutre il nostro cervello

Nella melanzana ci sono anche i fitonutrienti, noti da tempo per le loro proprietà benefiche nei confronti della funzione cognitiva. Queste sostanze contrastano l’attività nociva dei radicali liberi e migliorano anche l’afflusso di sangue al cervello. Come conseguenza si hanno benefici per la memoria e la funzione cerebrale.

Acido Folico e Gravidanza

L’acido folico protegge i nascituri in grembo alle future mamme dai difetti al tubo neurale. Per questo motivo è consigliabile che le donne in dolce attesa aumentino lo loro assunzione di acido folico e le melanzane sono un ottimo alimento per farlo.

Dicono di lei

La melanzana, una volta acquistata, si può conservare in frigorifero per circa una settimana. Meglio non togliere il picciolo che contribuisce a mantenere più a lungo la freschezza. Se sbollentate in acqua possono anche essere conservate nel congelatore a fette.

Prima di cucinarle, per togliere loro l’amaro e spurgarle, vanno tagliate a fette e poi ricoperte con sale grosso per almeno due ore.

Non ci sono controindicazioni nel mangiare la melanzana, solo in caso di ipertensione è bene averne un consumo moderato.

Assorbe i Grassi

Una cosa di cui dobbiamo tener conto, se vogliamo approfittare delle proprietà e dei benefici della melanzana, è quella di non eccedere con i condimenti. In particolar modo non bisogna eccedere con l’olio.

La melanzana infatti ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire in modo particolare i grassi.

Chi vuole perdere peso deve quindi evitare di friggere questi delizioso ortaggio. L’assorbimento di olio infatti sarebbe fortemente controproducente sotto questo aspetto.

La melanzana è un ortaggio molto versatile e può quindi essere cucinata in svariati modi; fritta con impanatura, al vapore, al forno, alla griglia, in pentola a pressione. Può anche essere impiegata in sughi per la pasta e conservata sott’olio.

A causa del suo alto contenuto di potassio, il consumo di melanzana è consigliato nei mesi estivi dove l’alta sudorazione favorisce la perdita di sali minerali.

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Guida alla scoperta dei profumi di madre natura 3 Parte

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

aromaterapia

Oli essenziali golosi

Appagano il gusto e l’oralità (ovvero la sfera del nutrimento non solo fisiologico, ma anche affettivo e psicologico). Hanno funzione “nutritiva” quando si è giù di umore o si ha fame nervosa: danno appagamento, senza che si debba mangiare (di conseguenza metter su peso).

Attenzione: Anche questi oli sono costosi e quindi è facile trovare in commercio prodotti sintetici, a prezzi più bassi (sconsigliati in aromaterapia).

Come impiegarli: diffusi nell’ambiente; uniti a oli o creme per massaggi; con bagni aromatici; annusandoli.

Rientrano in questo gruppo:

cacao (nota di base) – si ottiene dai semi (torrefatti e fermentati) per estrazione in alcol

vaniglia (nota di base) – si ottiene dai frutti per estrazione in alcol

Oli essenziali mediterranei

Si ottengono da piante aromatiche diffuse nell’area mediterranea, le cui proprietà curative sono note e sfruttate da sempre. Seppur molto differenti fra loro, questi oli hanno in comune il fatto di svolgere un’azione prevalentemente riequilibrante (combattono stress, smorzano la troppa emotività). Accanto a oli che danno tono a livello fisico e mentale (rosmarino, menta e basilico) vi sono oli che invece rilassano a livello per lo più emotivo (lavanda, melissa e salvia sclarea).

Come impiegarli: diffusi nell’ambiente; per massaggi; per maniluvi e pediluvi; in doccia e nel bagno.

Rientrano in questo gruppo:

camomilla romana (nota di cuore) – si estrae dai fiori per distillazione

lavanda vera (nota di cuore) – si estrae dalle sommità fiorite per distillazione

melissa (nota di cuore) – si estrae dalle foglie e dalle estremità fiorite per distillazione

menta piperita (nota di testa) – si estrae dalle foglie e sommità fiorite per distillazione

mirto (nota di cuore) – si estrae dalle foglie e dai ramoscelli per distillazione

rosmarino (nota di base) – si estrae dalle foglie e dai fiori per distillazione

salvia sclarea (nota di cuore) – si estrae dalle foglie e dalle estremità fiorite per distillazione

timo (nota di base) – si estrae dalle foglie e dalle estremità fiorite per distillazione 

Oli essenziali muschiati (ottenuti da legni o radici)

Hanno l’odore della terra e con la terra ri-mettono in contatto. Col loro profumo (maschile e dolce-amaro) ricordano le fragranze delle foreste millenarie. Hanno azione tonica: danno forza ed equilibrio, specie quando c’è stress. Rimettono in contatto coi bisogni del corpo.

Attenzione: Tra i loro principi attivi vi sono i chetoni (componenti chimici che stimolano la secrezione di bile; sono antireumatici e decongestionanti) potenzialmente tossici: vanno quindi usati moderatamente e sono sconsigliati per i bambini.

Come impiegarli: diffusi nell’ambiente; nei massaggi; in docce e bagni aromatici.

Rientrano in questo gruppo:

cedro atlantico (nota di base) – si ottiene da legno per distillazione

muschio quercino (nota di base) – lichene che cresce su fusto e rami delle querce; si ottiene dalla pianta intera con varie modalità estrattive

vetiver (nota di base) – si ottiene dalle radici per distillazione

Fonte http://www.affarnostro.it/1/discipline-a-confronto/guida-alla-scoperta-dei-profumi-di-madre-natura.html

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La spesa di Giugno

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

spesa di giugno

E anche Giugno è arrivato col suo bel carico di frutta: albicocche, fragole, ciliegie, le prime angurie ed il succoso e dolce melone. In questo mese è un piacere fare la spesa perché abbiamo molta scelta.

La nostra Dietista Sabrina Zorzato dell’Ambulatorio Dietistico Anima e Mente di Monselice, ci ricorda che la frutta fa bene soprattutto quella di stagione, perché non solo aiuta a mantenere la pelle elastica ma previene malattie e disturbi vari.

Ai primi caldi ci viene in aiuto la macedonia, ricordate che se utilizzate frutta che si ossida è bene cospargere i pezzetti sbucciati con del succo di limone; in questa maniera eviterete che la frutta  non si annerisca.

Le fragole contengono moltissima vitamina C, più delle arance, oltre a sali minerali e organici alcalini mentre il loro zucchero è adatto anche a chi soffre di diabete. Sono depurative, battericide e remineralizzanti. Attenzione che se sono troppo scure sono anche troppo mature e quindi dovrete consumarle in poco tempo.

Tutti al mare e anche qui la natura ci viene in soccorso con le sue primizie. Bere succo di carote prepara la pelle all’esposizione solare favorendo la produzione di melanina. Provate centrifugandole, assieme con mezzo limone, oppure un’arancia e un pezzetto di zenzero fresco; il risultato sarà un preparato rinfrescante e nutriente.

Studi recenti sembrerebbero dimostrare che bere 2 bicchieri di succo di carote al giorno rinvigorisce le protezioni immunitarie addirittura del 70%. Inoltre contiene betacarotene (vitamina A) che aiuta a mantenere la pelle liscia e morbida. La carota protegge addirittura contro gli agenti inquinanti e secondo la tradizione contrasta la vista debole. È anche indicata per combattere le affezioni polmonari, gastro-duodenali, dell’insufficienza epato-biliare e delle dermatosi.

Troviamo il melone giallo o bianco, ricchi di vitamine, in particolare la A e la C, gustateli quando sono maturi, altrimenti non sa di nulla! Verificate schiacciando la scorza alle estremità, deve essere molle e picchiettandolo, deve uscirne un suono sordo. Niente di meglio del piatto estivo per eccellenza, prosciutto e melone!

Largo a centrifugati e frullati a base di melone e carota, magari rinfrescati con foglioline di menta. Oppure melone con la mela oppure con le con le fragole. Se possibile, mai con il latte!

Tra le verdure di giugno possiamo scegliere: peperoni, lattuga, asparagi, patate novelle, piselli, zucchine e melanzane. Risotti e timballi vanno a braccetto con le verdure estive così come le insalate di pasta fredda.

Giugno è un mese privilegiato anche per il pesce. Se fosse possibile, mangiatelo due volte la settimana. Troviamo: pesce azzurro, muggine, dentice, nasello, orata, sardina, sogliola, spigola e pesce spada.

Come ci ricorda la nostra Dietista Sabrina Zorzato, l’importanza di comprare verdure di stagione, è più buona e soprattutto costa di meno, se poi acquistiamo direttamente dal produttore, il risparmio, ma in particolare la qualità è garantita.

 

 

 

 

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Un giorno alle Terme

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

massaggio in acqua

Un giorno alle Terme

Fatevi sedurre dalle proposte che Anima e Corpo ha pensato per voi, per ritagliarvi uno spazio di relax e di benessere in questo mondo frenetico.

Una fuga di relax termale, accolti dalla natura dei nostri Colli Euganei.

Anima e Corpo e le Terme di Galzignano hanno strutturato dei percorsi specialissimi, per regalarvi un’autentica giornata alle terme.
Le Terme diventeranno il vostro rifugio di pace e serenità, dove poter riscoprire il piacere dei ritmi lenti, che molte volte, nella frenesia della quotidianità vengono dimenticati e iniziare un viaggio straordinario, per una rigenerazione fisica e mentale.
Anche una sola e semplice giornata alle terme, vi potrà donare nuova e frizzante energia, per affrontare ogni problema o questione della vita quotidiana con il sorriso!

Fermati un Momento!

Non è mai troppo presto né troppo tardi per concedersi un giorno di vacanza, una Day Spa; soprattutto quando le giornate diventano troppo lunghe o troppo pesanti, quando la mente è più stanca del corpo: è il momento di staccare, di farsi una Day Spa.      

L’offerta include:

– accesso alle piscine termali interne ed esterne

– un massaggio Acquore da 50’ in acqua termale

– utilizzo di ombrellone e lettini per rilassarsi in giardino

con possibilità di:

– pranzo con 3 portate (bevande escluse) o cena 4 portate (bevande escluse)

– camera d'appoggio

Le piscine esterne, immerse nel verde, sono dotate di vasche idromassaggio e Kneipp.

La temperatura delle piscine è di 36° tutto l’anno e scende a 28° nella piscina sportiva per una sferzata di energia.

Un percorso benessere e di rigenerazione, che riguarda la salute dell’organismo e la bellezza.

A PARTIRE DA 60 €

Per informazioni telefona allo 0429 780730

 

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Programma Gambe Snelle e Leggere

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

gambe snelle

• 6 sedute di pressoterapia abbinate a bendaggio con il sale marino
• i bendaggi vengono applicati sotto i gambali durante la seduta di pressoterapia
• durata di ciascuna seduta: circa 40 minuti

Alla cellulite non servono presentazioni: è il più odiato e temuto nemico dal genere femminile.
Sei anche tu tra quelle persone preoccupate per la buccia d'arancia?
I bendaggi associati alla pressoterapia sono molto efficaci contro la cellulite.
Via gli inestetismi, goditi l'estate con una pelle rinnovata!
L'applicazione dei bendaggi sulla pelle attiva il meccanismo osmotico di drenaggio dei liquidi in eccesso e la risoluzione degli inestetismi legati ad una scarsa attività circolatoria, come la lipodistrofia del pannicolo adiposo o cellulite.
La pressoterapia è un moderno metodo impiegato per il trattamento della cellulite, dei depositi adiposi localizzati a livello degli arti inferiori e addome. Questo trattamento è in grado di riattivare la circolazione dei vasi sanguigni e linfatici, stimolando perciò il drenaggio e la successiva eliminazione delle tossine accumulate nel corpo. La pressoterapia è un metodo efficace e indolore.
La pressoterapia è indicata per le persone che soffrono di cellulite, ritenzione idrica, problemi di microcircolazione venosa e gonfiori.

Se soffrite di trombosi venosa profonda, varici, insufficienza cardiaca, grave insufficienza arteriosa periferica, infezione acute alle gambe e dermatiti sarebbe meglio evitare di sottoporsi alla pressoterapia.
#animebelle #centroanimaecorpo

 

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Rimettiti in ordine a 360°

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

rimettiti in ordine

#animebelle siete in partenza per le vacanze?
Volete essere belle per le domeniche al mare?
O semplicemente volete essere in ordine?
ANIMA E CORPO CENTRO ESTETICO ha pensato a voi con questa mega offerta.
1 pulizia del viso
1 pedicure 1 gelish piedi 1 ceretta totale 1 balbe care mani 1 pressoterapia da 30' 1 lettino solare
a soli 195 euro.
cose così solo da noi #centroanimaecorpo

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KINESIOLOGIA E MAL DI SCHIENA 2 parte

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

mal di schiena

L’emotività può giocare un ruolo fondamentale nell'originare mal di schiena e cattiva postura. Basti pensare all’atteggiamento di una persona insicura e timida, che si chiude nelle sue spalle come a difendersi, o a situazioni che provocano ansia e conseguente somatizzazione dello stato emotivo. Esiste una teoria che mette in evidenza la correlazione tra schiena ed emotività ed è la “Teoria dei Riflessi”, originatasi in Inghilterra nei primi anni del XIX secolo dagli studi di Robert Whytt. Stimolando (con aghi, un martelletto o calore) le creste delle apofisi spinose (delle vertebre), si riesce ad evocare nel paziente un ricordo spiacevole legato al passato. Secondo questa teoria ogni evento stressante si cristallizza nel corpo mantenendovi il ricordo al suo interno. La memoria di quest’ultimo risiederebbe proprio in una particolare zona delle vertebre, dunque sulla schiena. Alle apofisi spinose sono collegati alcuni tozzi e forti tendini che hanno la funzione di mantenere la curvatura corretta della colonna, e quindi l’assetto e l’equilibrio del corpo che, quando errati, possono essere all'origine del mal di schiena.

Anche i muscoli più piccoli contribuiscono a mantenere corretto l’equilibrio del corpo e per questo devono essere indagati anch'essi, ciò che spesso viene trascurato nell’ambito della medicina tradizionale. L’ileopsoas, ad esempio, è un muscolo molto piccolo che collega il bacino all’osso femorale: una sua compromissione può determinare problematiche di iperlordosi o ipolordosi, a seconda che il muscolo sia lasso o teso. Altro muscolo di piccole dimensioni, spesso sottovalutato, è il succlavio, una piccola fascia muscolare che mantiene ancorata la clavicola alla prima costola, fortemente implicato nel processo di respirazione. Quando i due succlavi (destro e sinistro) presentano differenze (uno, ad esempio, può mostrarsi più contratto e l’altro più lasso o viceversa) anche l’atto della respirazione sarà asimmetrico. Questa dilatazione anomala può riflettersi sul diaframma e sulle sue inserzioni a livello delle vertebre dorsali e lombari, causando non pochi problemi. Le disfunzioni che interessano questo muscolo si intersecano con vari campi, da quello strutturale a quello psicologico. Respiro corto e fame d’aria, tipici del soggetto ansioso ma anche patologie che interessano i polmoni possono influenzare negativamente quindi la postura e la salute del sistema muscolare. Il motivo risiede nel fatto che il diaframma strutturalmente è collegato a tre vertebre sulle quali si inserisce in modo non simmetrico: lo stretto collegamento tra diaframma e apparato respiratorio lascia comprendere come una respirazione anomala possa ledere anche il diaframma e con esso tutto il sistema strutturale. Una dilatazione asimmetrica può portare il muscolo a trazionare in modo scorretto sulle vertebre sulle quali esso si inserisce. Il caso estremo è rappresentato dal congelamento del diaframma, tipico delle situazioni in cui la respirazione si interrompe per qualche secondo (cosa che succede molto più spesso di quanto si pensi, ad esempio mentre si è concentrati su un delicato compito, quando ci si spaventa o quando si vive un’emozione particolarmente intensa ecc.…). Anche in questo caso il kinesiologo è in grado di mettere in atto delle tecniche in grado di sbloccare il muscolo contratto.

Non è da sottovalutare, infine, il collegamento tra patologie delle viscere e dolori di schiena. Un esempio è dato dall’influenza profonda di problemi intestinali sulla salute dei muscoli lombari. L’intestino è un tubo rivestito dal peritoneo, un tessuto composto da due sottili veli di membrana sierosa. Il più esterno dei due è a contatto con lo strato di connettivo che riveste i muscoli (perimisio). Se l’intestino si infiamma, i medium dell’infiammazione vengono trasmessi attraverso il liquido che scorre tra i due strati che costituiscono il peritoneo, al perimisio. Non sono necessarie grandi disfunzioni perché questo avvenga, è sufficiente un’alterazione dell’acidità. Essa, irritante per le terminazioni nervose, comporta un lieve aumento del tono muscolare in modo asimmetrico: si innesta così una reazione a catena per cui i muscoli che sono a contatto con il tratto del perimisio interessato dall’acidificazione, si infiammano a loro volta, aumentando lievemente ed impercettibilmente il tono muscolare che può portare le vertebre a slittare, scivolare in avanti o indietro, oppure inclinarsi a destra o a sinistra.

Diagnosi

Esistono alcuni test “classici” per indagare lo stato di salute della colonna vertebrale, come quest’ultima reagisce e quali compensazioni vengono messe in atto dal paziente. Quelli che utilizza il kinesiologo sono tutti test in grado di fornire all’operatore un’immagine precisa e completa del paziente, del suo sistema muscolo scheletrico e delle problematiche che lo affliggono, considerando il corpo non come un’entità immobile ma in movimento.
Grazie alle tecniche proprie della sua disciplina il kinesiologo è in grado di comprendere lo stato di salute dei muscoli della schiena ma anche di isolare il punto preciso dove origina il dolore, individuando la causa sottesa che è origine della manifestazione algica.

Il trattamento Kinesiologico per il mal di schiena
Una volta individuata la causa del mal di schiena, il kinesiologo interviene per curare o quantomeno lenire il dolore, provocando uno "shock" controllato ai muscoli vertebrali e paravertebrali con lo scopo di eliminare la memoria muscolare della postura alterata e la conseguente contrattura. Per farlo il kinesiologo si avvale di differenti tecniche.
La contrazione contro resistenza è una tecnica che prevede tre fasi e l’isolamento di differenti segmenti di spina dorsale mentre questa viene mantenuta in torsione. Il paziente deve cercare di riportare in asse il segmento interessato mentre l’operatore seguita ad esercitare resistenza. In un secondo momento lo specialista provvede ad allentare la forza, per concedere al paziente di poter effettuare dei piccoli movimenti; si arriva dunque alla terza fase quando, nel momento di massima contrazione e forza esercitata dal soggetto, l’operatore cessa di fare resistenza in modo repentino. Lo scatto crea uno shock al livello muscolare che priva momentaneamente il muscolo di “memoria”. A questo punto il kinesiologo può lavorare ricomponendo l’assetto muscolare. Questa tecnica viene effettuata varie volte, su tutti i distretti della colonna vertebrale, in modo da rimodularne i vari segmenti.
Alcune tecniche agiscono su singoli distretti o addirittura su singole vertebre. Una di queste è definita “sblocco della D12" e riguarda svincoli importanti e mirati: si isola un muscolo specifico, collegato alla vertebra che si vuole indagare, e in seguito all’interrogazione di questo e alla valutazione delle risposte che esso fornisce, lo specialista comprende su quale vertebra operare.

Una tecnica di origine tedesca molto efficace in caso di infiammazione acuta che provoca dolore invalidante è quella dei “tagli connettivali” che consiste in manipolazioni del tessuto sottocutaneo che portano ad immediate vasodilatazioni e conseguente aumento dell’irrorazione sanguigna al muscolo interessato. Lo scopo è quello di alimentare l’afflusso di sangue ossigenato nella zona che, defluendo rapidamente, rimuove le sostanze che mantengono l’infiammazione.
La kinesiologia tradizionale prende spunto dalla medicina tradizionale cinese, nonostante le sue basi si fondino però sulla Kinesiologia del movimento. L’operatore, una volta individuata l’origine del mal di schiena, può avvalersi quindi dei meridiani e i loro punti di apertura e chiusura, operando su quelli associati al muscolo disfunzionale. Si agisce su questi ultimi in maniera speculare a destra e a sinistra per riportare all’equilibrio energetico il meridiano e conseguentemente mantenere l’aggiustamento muscolare effettuato.

Pur non rientrando direttamente nelle tecniche proprie della Kinesiologia, l’auricolaterapia è un’altra tecnica di cui lo specialista kinesiologo può avvalersi; sull’orecchio (soprattutto nel padiglione retro auricolare) sono presenti alcuni punti posturali che possono essere stimolati in vari modi. Altra disciplina molto interessante in questo senso è la riflessologia plantare: sotto al piede infatti si possono ritrovare punti specifici che hanno corrispondenza con l’intera colonna vertebrale, a partire dal tallone (che corrisponde all’osso sacro) fino ad arrivare alla punta dell’alluce (collegata al capo). In entrambi i casi i punti vengono stimolati seguendo differenti tecniche.

Una volta applicate le varie tecniche kinesiologiche, il paziente potrà essere indirizzato da uno specialista in grado di affrontare adeguatamente la causa profonda del disturbo che lo affligge, mentre il kinesiologo continuerà ad agire solo sulla postura.

Fonte http://www.benessere.com/salute/arg00/kinesiologia_maldischiena_02.htm

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Guida alla scoperta dei profumi di madre natura 2 Parte

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

aromaterapia

Istruzioni per l’acquisto

L’etichetta dell’olio essenziale è già di per sé una “carta di presentazione” del prodotto e della sua qualità. In commercio ci sono oli a prezzi molto differenti: occorre prestare attenzione al costo, perché gli oli essenziali sono prodotti di pregio e se venduti a prezzi troppo bassi possono indicare che si è in presenza di prodotti non naturali (e quindi realizzati sinteticamente in laboratorio, perciò non adatti all’aromaterapia).

Sull’etichetta dovrebbero comparire:

Nome in italiano (es. Arancio amaro);

Nome latino, ovvero la denominazione scientifica (es. Citrus aurantium, var. Amara).

Affiancare il nome comune a quello scientifico evita possibili confusioni, anche perché l'aromaterapia si avvale di più specie dello stesso genere: per esempio di Eucalipto (Eucalyptus) si utilizzano tre specie (globulus, citriodora e radiata), diverse per composizione chimica e applicazioni (il citriodora ha spiccate proprietà antimicrobiche, mentre il globus e il radiata hanno proprietà soprattutto mucolitiche, espettoranti e balsamiche).

Parte della pianta (fiori, foglie, cortecce, radici, frutti, ecc.) da cui si è ricavato l'olio essenziale.

Ci sono specie aromatiche che producono essenze diverse in organi differenti. Per esempio dalla pianta di arancio amaro (Citrus aurantium, var. Amara) si ottengono per distillazione dei rami fogliati e dei fiori rispettivamente gli oli essenziali Petitgrain  bigarade (rami fogliati) e Neroli bigarade (fiori) e, per spremitura della buccia, si estrae infine l'olio essenziale di arancio amaro: tre sostanze accomunate da una generale nota di sedazione, diversificata per intensità.

Paese di provenienza; a seconda della zona di provenienza l’olio può essere più o meno pregiato (es. la lavanda provenzale o la rosa bulgara).

Metodo di coltivazione (convenzionale, biologico, biodinamico, selvatico), perché incide sulla qualità dell’olio.

Metodo di estrazione (distillazione a vapore, spremitura a freddo, estrazione con alcol, assoluta).

Numero di lotto (riferimento che consente di risalire alle origini del prodotto)

Nome e indirizzo del produttore.

Come orientarsi nella scelta

Esistono vari modi di classificare gli oli essenziali. Vi proponiamo i seguenti:

Oli essenziali agrumati

Si ottengono da piante che prediligono le aree calde del Mediterraneo meridionale. Danno tono ed equilibrio al sistema nervoso; combattono stress e depressione. Stimolano la circolazione venosa e linfatica. Sono digestivi, rassodanti e preventivi della ritenzione idrica.

Attenzione: Contengono sostanze che possono favorire – in chi vi è predisposto – forme di allergia della pelle. Inoltre una volta applicati, occorre evitare di esporsi al sole (contengono principi foto sensibilizzanti). È meglio conservarli in luogo fresco (frigorifero), perché tendono ad alterarsi facilmente (sono estratti a freddo, quindi luce, calore e aria li possono danneggiare più facilmente).

Come impiegarli: diffusione nell’ambiente; qualche goccia sul fazzoletto da annusare; per massaggi; per bagni aromatici.

Rientrano in questo gruppo:

arancio dolce (nota di testa)

arancio amaro (nota di testa)

bergamotto (nota di testa)

limone (nota di testa)

mandarino (nota di testa)

Si estraggono dalle bucce dei frutti mediante pressione a freddo.

Oli essenziali balsamici

Hanno i profumi intensi, forti e rigeneranti del bosco. Stimolano la respirazione, rendendola più ampia e profonda. Hanno effetto rinvigorente ed energetico. Da usare in caso di problematiche stagionali alle vie respiratorie (eliminano catarro e tosse). Purificano gli ambienti e aumentano la concentrazione.

Attenzione: Siccome hanno profumi forti (specie l’eucaliptolo) non sono adatti a chi ha vie respiratorie delicate (asmatici e bambini).

Come impiegarli: diffusi nell’ambiente; con suffumigi; con massaggi.

Rientrano in questo gruppo:

cipresso (nota di base) – si ottiene dai rametti e dai coni per distillazione

eucalipto (nota di testa) – si ottiene dalle foglie e dai rametti terminali per distillazione

pino silvestre (nota di base) – si ottiene da aghi, gemme e rametti per distillazione

ginepro (nota di base) – si ottiene dalle bacche per distillazione

Oli essenziali floreali

Sono delicati e strettamente connessi alla sfera femminile (affetti, sensualità, bellezza, grazia, amore). Hanno effetto rilassante e sciolgono le tensioni. Riequilibrano in sistema nervoso (danno serenità e sono antidepressivi). Sono eudermici (fanno star bene la pelle e ne migliorano lo stato).

Attenzione: Gli oli floreali hanno un basso rendimento (occorrono cioè tanti fiori per ottenere quantità ridotte di olio) e quindi il loro costo (specie per l’olio di rosa e gelsomino) è piuttosto elevato. Si diffidi quindi di quegli oli venduti a troppo poco prezzo (molto probabilmente sono di sintesi e quindi non naturali).

Come impiegarli: diffusi nell’ambiente (rasserenano) in associazione con altri oli (agrumati, piccanti e resinosi); con creme; per la profumazione personale; per massaggi.

Rientrano in questo gruppo:

gelsomino (nota di cuore) – si ottiene dai fiori attraverso solventi volatili e alcol (essenza assoluta)

neroli o fiori d’arancio amaro – (nota di cuore) – si ottiene dai fiori freschi per distillazione

rosa (nota di cuore) – si ottiene dai petali per distillazione

ylang ylang (nota di cuore) – si ottiene dai fiori freschi per distillazione

Fonte http://www.affarnostro.it/1/discipline-a-confronto/guida-alla-scoperta-dei-profumi-di-madre-natura.html

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I benefici della Rosa Mosqueta

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

rosa mosqueta

Un olio rigenerante e cicatrizzante ideale contro l'invecchiamento della pelle, questi sono solo due delle proprietà benefiche della Rosa Mosqueta, un toccasana per il benessere e la cura della pelle.
La Rosa Mosqueta è originaria del Cile e fiorisce tra ottobre e dicembre fa un frutto di colore rosso, ricco di semi; questi sono la fonte primaria per l’estrazione del prezioso olio, usato anticamente come trattamento per prevenire e lenire imperfezioni quali smagliature e cicatrici.

La rosa Mosqueta è molto ricca di Omega 3, 6 e 9, Vitamine A, C ed E, inoltre è ideale nelle formulazioni antiage con effetto rigenerante e lenitivo.

Le proprietà della rosa Mosqueta sono efficaci nell’attenuazione degli inestetismi causati da cicatrici e dalle smagliature, delle scottature ed eritemi solari, delle macchie dovute all’anzianità, delle rughe di espressione, agendo inoltre sull’invecchiamento prematuro dei tessuti cutanei, sulla pelle secca e sciupata e anche su quella rovinata dall’acne: la sua applicazione rende la pelle più fresca, liscia ed elastica, eliminando i segni di stanchezza e donando una buona idratazione.

Questo olio è un olio vegetale molto conosciuto e famoso in cosmesi naturale e fitoterapia, diventando uno dei principali rimedi per la cura della pelle sciupata, grazie alla sua efficace azione rigenerante e cicatrizzante dei tessuti cutanei.

L’olio è ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi, contenuti nelle bacche della pianta, essendo molto sensibile all’aria, alla luce e agli sbalzi di temperatura, è indispensabile che l’olio sia di buona qualità e certificato, affinché mantenga intatto tutto il suo contenuto di sostanze preziose per la pelle.

Applicato direttamente o aggiunto alle proprie creme idratanti, aiuta a combattere l’invecchiamento della pelle del viso, eliminando i segni d’espressione, le cosiddette “zampe di gallina” e le macchie scure della pelle provocate dal sole e dalla vecchiaia.

Sul corpo applicatelo con un massaggio circolare, facendo attenzione nei punti in cui la pelle è particolarmente secca, screpolata o indurita. Il massaggio va eseguito dal basso verso l’alto ed è indicato anche per le donne incinte, che possono alternare l’olio di Mosqueta con l’olio di mandorle dolci. La sua capacità di rendere la pelle elastica e di tonificarla è un toccasana per la pelle della pancia, che nel corso dei nove mesi subisce continui stiramenti e rischia costantemente di incappare nel rischio di smagliature.

Non solo per la pelle, questo olio è ottimo anche per i capelli, in particolare quelli fragili, secchi, sfibrati o con doppie punte. Un impacco a base di olio di rosa aiuta subito a rendere i capelli più forti e sani, possiamo applicarlo direttamente sui capelli lavati e tamponati e massaggiato delicatamente per qualche minuto. Alla fine un risciacquo e i vostri capelli vi ringrazieranno.

 

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ACIDO URICO, COS’È E CHE FUNZIONE SVOLGE

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

acido urico

L'acido urico è un prodotto di scarto del nostro organismo. La sua presenza nel corpo è, entro certi valori, normale. Un eccesso o una concentrazione troppo bassa di acido urico nel sangue può provocare dei disturbi o essere sintomo di qualche squilibrio.

Acido urico: cos'è

L'acido urico è un prodotto naturale dell'organismo. La sua concentrazione nel sangue, entro certi limiti, non è fonte di malattie. Livelli di acido urico elevati o troppo bassi, invece, sono da considerare segnali che qualcosa non va.

Il corpo umano è costituito da cellule. Nel nucleo di ogni cellula è presente il DNA e RNA. Tutte le cellule del corpo sono soggette ad un ciclo di vita: si formano e si degradano, fino a morire. Le cellule si rinnovano continuamente, in misura differente a seconda dell'apparato a cui appartengono. Il rinnovamento cellulare permette la vita del corpo umano.

L'acido urico viene prodotto del corpo nel normale metabolismo cellulare; quando le cellule muoiono i nuclei vengono scissi, formano acido urico. L'acido urico è quindi un prodotto di scarto del rinnovamento cellulare.

Esso si produce continuamente dal fegato, che ha la funzione di smaltire le sostanze di scarto del ciclo di vita cellulare, e continuamente viene filtrato, tramite il sangue, dai reni. I reni sono l'organo deputato all'eliminazione dell'acido urico. La concentrazione di acido urico nel sangue dovrebbe essere quindi costante.

Altro motivo per cui si forma l'acido urico è il metabolismo e la digestione di alcuni alimenti. Come per il ciclo di vita cellulare anche l'acido urico derivante dalla digestione di alimenti è un prodotto di scarto.

Acido urico: a cosa serve

La funzione dell'acido urico è quella di veicolare verso l'esterno del corpo sostanze di scarto non più utilizzabili dall'organismo o dannose.

Pur essendo un prodotto di scarto la concentrazione di acido urico (uricemia) nel sangue dà importanti indicazioni dello stato di salute del corpo.

Si è portati a pensare che soltanto un alto livello di questo acido sia segnale di una cattiva salute: in realtà anche una bassa concentrazione può nascondere problemi organici.

Poiché l'acido urico è costantemente prodotto a seguito dell'incessante rinnovamento cellulare, esso deve mantenersi entro certi limiti. La sua assenza, o una sua concentrazione troppo bassa, indica che non si stanno smaltendo in maniera adeguata le sostanze di scarto. I motivi per cui l'uricemia è troppo bassa sono da ricercare nei seguenti casi:

> Squilibri alimentari, inerenti soprattutto la carenza di alimenti proteici;

> malfunzionamento renale, poiché sono i reni a dover smaltire l'acido urico;

> problemi metabolici;

> malfunzionamento de fegato, perché è il fegato a metabolizzare e a produrre acido urico;

> possibile anemia, dato che anche le cellule del sangue si rinnovano continuamente e quando queste scarseggiano anche il loro ciclo di vita risulta alterato.

Un'alta concentrazione acido urico, parimenti, può dare indicazioni altrettanto importanti:

> Alimentazione squilibrata, con eccessivo carico proteico o di alimenti ricchi di purine;

> malfunzionamento renale;

> patologie a carico del fegato;

> eccessivo uso di alcool;

> eventuale sovrappeso.

Acido urico elevato (iperuricemia): conseguenze

L'iperuricemia porta alla manifestazione di particolari malattie: in particolare la gotta. L'acido urico in eccesso può precipitare a livello di articolazioni e tessuti, formando cristalli e edemi e, nei casi più gravi, portando all'insorgenza di calcoli biliari e renali.

Esso inoltre può sovraccaricare l'organo emuntore di riserva dei reni, che è la pelle, con la comparsa di secchezza eccessiva della cute, eczemi, pruriti, psoriasi: non riuscendo, i reni, a smaltire l'acido urico in eccesso, la pelle si fa carico di eliminare gli acidi tramite la traspirazione, con conseguente alterazione del film idrolipidico che la riveste.

Mutando, inoltre, la composizione e qualità del sangue, e incidendo sulla normale funzionalità renale, un eccesso di acido urico può avere come diretta conseguenza l’ipertensione.

Fonte http://www.cure-naturali.it/salute-organi/4468/acido-urico-cosa-e-che-funzione-svolge/

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Il Meridiano della Vescica

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

meridiano della vescica

Vescica Urinaria: il rilassamento, la capacità di adattamento, la paura, l’energia Acqua.

Quando sento l’energia di Vescica Urinaria in me stesso?

Stai usando Vescica Urinaria (con la maiuscola, questa volta lo potremmo chiamare Luisa) quando fai meditazione o un rilassamento profondo: ti siedi e lasci che il vuoto si crei dentro di te e tutto scorra, quando trasformi un imprevisto in un’opportunità positiva, quando invece no: non se ne parla proprio e questa cosa non può in nessun modo andare così (e poi invece così ci va lo stesso, e tu ci resti male), quando continui a cambiare idea, non sai bene se vuoi stare di qua o di là, quando ti rendi conto di essere una persona complessa, dalle mille sfaccettature, e magari ne sei felice.

Le manifestazioni dell’energia Vescica Urinaria sono tutte quelle che riguardano l’adattabilità, il cambiamento per reagire ad una situazione, oppure il rilassamento e la meditazione.

Di che tipo di energia stiamo parlando?

L’energia di Vescica Urinaria, come quella di Rene, è di tipo Acqua.

Un’energia forte, impetuosa, verso il basso (come negli abissi del mare). Un’energia contemporaneamente in grado di scavare fiumi e prendere la forma del contenitore che la contiene.

In particolare, Vescica Urinaria può essere associata a quest’ultima caratteristica: l’adattabilità. In associazione con Rene, vescica urinaria amministra l’energia (il Jin) che Rene mette a disposizione durante la giornata: la adatta e la utilizza.

Vescica Urinaria e le emozioni

L’acqua è associata alla paura, e mentre Rene ti fa reagire con la permanenza o la fuga, Vescica Urinaria ti suggerisce come mettere in atto la decisione: in quale modo adattare te stessa o te stesso alla situazione che hai davanti.

L’energia Vescica Urinaria in equilibrio utilizza la riflessione per capire se è il caso di cambiare (e come farlo) o se invece non è necessario o addirittura sarebbe pericoloso.

Immagina ad esempio una situazione di discussioni, in cui ci sono due posizioni: la tua e quella di un’altra persona.
Vescica Urinaria in equilibrio ti fa valutare la situazione e il tuo avversario: è degno di fiducia? La sua posizione è forse degna di ascolto? Può addirittura essere condivisa? Valuti, e poi decidi.
Vescica Urinaria in squilibrio potrebbe farti reagire ad esempio restando fermo sulla tua posizione senza assolutamente sentire le ragioni dell’altro, oppure dall’altra parte potresti immediatamente cambiare opinione e ignorare completamente le tue motivazioni.

Fonte http://www.perlavitachescegli.it/meridiano-vescica-urinaria/

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KINESIOLOGIA E MAL DI SCHIENA 1 parte

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mal di schiena

I dolori alla schiena sono una delle problematiche fisiche più comuni e diffuse; la maggior parte di chi ne soffre ha la percezione di un dolore limitato a se stesso, da ricondurre magari ad un piccolo incidente o a uno sforzo eccessivo. Nella gran parte dei casi, esso è invece originato da una disfunzione più profonda che deve essere individuata. Particolarmente utile per una risoluzione del problema si rivela una visione olistica dell’organismo, dei muscoli e del loro collegamento con il resto del corpo. La Kinesiologia tradizionale, in questo senso, offre un valido aiuto nell’individuazione della causa che origina il mal di schiena e nel conseguente trattamento cui sottoporsi.

La motivazione per cui un soggetto richiede la consulenza di un kinesiologo è nella maggioranza dei casi algica. Il paziente lamenta un dolore localizzato e il medico cerca di capire quale sia la radice profonda di quel sintomo per operare su di esso, oppure saprà consigliare il paziente sulla scelta dello specialista più adatto. Considerando che il paziente che lamenta un dolore spesso non è in grado di segnalare con esattezza al medico il punto dove avverte il sintomo, il kinesiologo potrà individuare, mediante esami e test, il preciso segmento vertebrale all’origine del disturbo. In base alla conoscenza dell’anatomia, delle fasce muscolari che interessano il tratto individuato e i loro collegamenti a livello organico con il resto del corpo, il kinesiologo può offrire un quadro globale del problema del suo paziente.

Il mal di schiena e le sue cause secondo la visione olistica
Durante la visita del paziente afflitto da mal di schiena, il kinesiologo deve innanzitutto comprendere se la causa del dolore è originata da un disturbo situato nella parte alta o nella parte bassa del corpo (cause discendenti o ascendenti).
Tra le cause discendenti che possono originare il mal di schiena vi sono quelle collegate direttamente con il punto più alto e pesante del corpo: la testa. Al suo interno vi sono tre componenti che possono influenzare negativamente la struttura: il distretto oculomotore, quello vestibolare e lo stomatognatico.
Un problema intrinseco agli occhi può determinare una cattiva postura: miopia, presbiopia ecc. sono disturbi che portano una persona a mantenere posizioni innaturali e involontarie per vedere meglio, avvicinandosi o allontanando la testa dall’oggetto della visione. A causare problemi di schiena possono essere, però, anche problematiche estrinseche a carico dei muscoli oculomotori, piccole fasci muscolari che controllano i movimenti dell’occhio (quelle che consentono di guardare in alto, a destra a sinistra o in basso sfruttando appieno l’intero arco visivo senza muovere la testa) e che, quando disfunzionali, stimolano compensazioni reclutando i muscoli del rachide. Il paziente, per ovviare al deficit, assume atteggiamenti posturali in contrazione statica dannosi per i muscoli del collo prima e poi della schiena tutta. Anche i muscoli oculari, così come la loro patologia, possono essere trattati mediante esercizi di movimento ad hoc (quando non è necessaria un'operazione chirurgica per correggere il difetto): intervenendo dunque su piccoli muscoli apparentemente svincolati da quelli della schiena, di fatto si riesce a correggere anche il difetto posturale all'origine del dolore.
I problemi vestibolari sono tra le cause discendenti più comuni: un paziente con un equilibrio precario tende a combattere la problematica con continue compensazioni strutturali della testa che, a lungo andare, compromettono la spina dorsale e i muscoli ad essa collegati.
Le problematiche a carico dell’apparato stomatognatico, come la malocclusione o quelle di origine odontoiatrica, sono più complesse da affrontare. Prima di attuare una correzione ortodontica lo specialista deve necessariamente valutare la postura del paziente: quando ciò non avviene la strategia terapeutica, per quanto possa essere di successo a livello dentale, può rivelarsi a lungo andare nociva per i muscoli della schiena (ad esempio il trapezio). Il paziente si troverà dunque a lamentare mal di schiena la cui origine va ricercata proprio nelle problematiche dell’apparato stomatognatico come il disequilibrio delle articolazioni temporo-mandibolari, una cattiva occlusione o una correzione odontoiatrica non adeguata.

Per quanto riguarda le problematiche ascendenti, il kinesiologo valuta principalmente gli appoggi plantari e le eventuali disfunzioni dell’appoggio, fattori che influenzano la colonna vertebrale, rendendosi responsabili della contrazione anomala dei muscoli delle gambe prima e della schiena poi, attuate per compensare il movimento errato. Il soggetto disfunzionale può presentare piede piatto, piede cavo oppure una problematica mista. In presenza di piede cavo, l’osso sacro si verticalizza e stessa tendenza tende ad assumere la colonna vertebrale: il risultato è una attenuazione delle curve fisiologiche che la caratterizzano. Il piede piatto, al contrario, porta ad una orizzontalizzazione dell'osso sacro, accentuando tutte le curve della colonna.
Collegati in modo stretto alla postura dei piedi e alla comparsa del mal di schiena sono il valgismo e il varismo delle gambe. Il piede piatto porta alla comparsa del primo, un’intrarotazione delle gambe che tendono ad avvicinarsi all’altezza delle ginocchia come a formare una “X”. Il piede cavo invece porta al secondo disturbo, ovvero una extra-rotazione delle ginocchia che vede queste ultime distanti tra di loro, come a formare una “O”. Anche in questo caso il disagio provoca una serie di contrazioni muscolari anomale per mettere in atto strategie muscolari compensatorie che si riflettono sui muscoli della schiena e, infine, a livello strutturale sulle vertebre.
Per risolvere il problema dell’errato appoggio, è consigliato l’uso di plantari, uno strumento utile ma, nella maggior parte dei casi, utilizzato in modo improprio, soprattutto se portato sempre e per sempre. Il plantare propriocettivo è tra le migliori soluzioni: esso ha la funzione di rieducare il piede, stimolarlo ad assumere una posizione corretta e per questo deve essere impiegato per brevi periodi, poi eventualmente sostituito, corretto o addirittura eliminato. Tra le problematiche ascendenti infine si annoverano anche problemi a carico dell’articolazione coxo femorale, legati dunque alle anche e al bacino.

In alcuni casi il dolore alla schiena può essere originato da problematiche miste (ascendenti e discendenti insieme). Per esempio: una problematica oculistica, come già detto, porta facilmente il soggetto a compiere movimenti per compensare il deficit degli occhi. Il cranio, la parte più pesante del corpo, viene mantenuta in asse dal lavoro svolto da sole 7 vertebre, molto piccole e curve: i muscoli del collo non sono molto sviluppati e la cattiva postura può portare facilmente ad un equilibrio precario e ad un danneggiamento della struttura. Sia che si tenda a spostare il capo all’indietro per vedere meglio o a sporgere la testa in avanti, ad essere compromesso sarà tutto il corpo. La lesione, anche se nata come discendente, contagerà anche altri distretti. A livello podalico si manifesteranno disturbi della postura e il soggetto inizierà a camminare facendo leva maggiormente sui talloni o sulle punte, assecondando così la scorretta postura di collo e colonna, determinando un nuovo problema a carico di quest’ultima, in questo caso di origine ascendente.
Una cattiva postura del collo, assume una rilevanza fondamentale per la presenza al suo interno dell’osso ioide. Ad esso sono agganciati i muscoli sopraioidei e sottoioidei connessi, attraverso le catene cinematiche, a tutti i muscoli del corpo, sia anteriori che posteriori e in particolare alla vertebra C3. Va da sé come una problematica a carico di una scorretta deglutizione e/o masticazione, possa determinare un disequilibrio dell’intero organismo.

Alcune alterazioni posturali possono essere determinate da problematiche di allentamento o contrazione muscolare anomala. I muscoli sono, nella maggior parte dei casi, disposti lungo il corpo a coppie di due, e svolgono funzioni contrapposte. I muscoli antagonisti (come bicipite e tricipite, quadricipite e bicipite femorale) sono tra di loro in una condizione di complementarietà: quando uno dei due è contratto, l’altro è allungato e viceversa. Questo vale non solo nel caso in cui il corpo sia in equilibrio fisiologico ma anche nella patologia. Nel caso dell’atteggiamento ricurvo della schiena per chi è solito passare molte ore dietro una scrivania, la situazione che si determina è un allentamento dei muscoli posteriori (dorsali) rispetto ai loro antagonisti anteriori (i pettorali); è dalla contrazione di questi ultimi che nasce la cattiva postura e non viceversa, come si potrebbe pensare. Contrariamente a quanto si possa credere l’operazione da effettuare per correggere la postura non è allungare i muscoli contratti ma potenziare quelli “allentati”, i muscoli deltoidei, quelli del trapezio e del dorso. In questo modo i pettorali contratti andranno comunque incontro ad una distensione.

Il corpo umano segue le leggi della Natura per cui nessuno spreco è contemplato: se una condizione è carente, lo spazio fisico ed energetico mancante viene occupato da un’altra funzione. Se un muscolo si contrae, ciò avviene perché ha la facoltà di farlo, ovvero perché esiste un antagonista che non sta esercitando un’opportuna resistenza: per risolvere il problema si deve intervenire sul debole e non sul forte. Due tecniche utilizzate dal Kinesiologo in questo caso sono il “C.R.A.C.” (contrazione, rilassamento e nuova contrazione dei muscoli antagonisti) e il “P.N.F. isometrico” (facilitazione propriocettiva neuromuscolare), pratiche di stretching attivo attraverso le quali si può imprimere memoria alle miofibrille muscolari: con l’accorciamento (contrazione) si ottiene l’allungamento (stretching).

Fonte http://www.benessere.com/salute/arg00/kinesiologia_maldischiena_02.htm

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LA DONNA IN AYURVEDA: FISIOLOGIA E CICLO MESTRUALE

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ciclo donne

Costituzione ayurvedica Vata

La donna di costituzione Vata tende ad essere molto magra e non riesce a guadagnare peso in nessun modo. Spesso soffre di stitichezza, disturbi circolatori, ha poca energia, il sistema immunitario non la sostiene. Parla molto, interrompe gli altri, ha sempre fretta. Nello stato positivo la donna di costituzione Vata è molto creativa e intuitiva, quasi medianica, con qualità di leggerezza, gioia ed entusiasmo.

Nel periodo immediatamente prima e dopo il ciclo la donna di costituzione Vata sperimenta una forte ansia senza motivo apparente, mentre in situazioni di forte stress il ciclo può scomparire per diversi mesi. Tende alla secchezza vaginale ed è molto stanca nel periodo mestruale.

Costituzione ayurvedica Pitta

La donna di costituzione Pitta ha un fisico medio, è formosa, non grassa, dopo i 40 anni tende però ad accumulare un po’ di peso. Le compaiono presto i capelli bianchi, presenta forfora e problemi al cuoio capelluto. La pelle tende ad essere infiammata e ipersensibile. Ha un carattere forte e tende alla critica e al comando.

Nello stato positivo la donna di costituzione Pitta è molto intelligente, capisce la natura delle persone e delle situazioni, è decisa e riesce a trovare sempre le soluzioni migliori per tutti.

Nella fase pre-mestruale diventa nervosa e intollerante con chi le sta intorno e si arrabbia senza motivo. Quando compare il ciclo prova un senso di sollievo e una certa stanchezza nel primo giorno. Tende ad avere infezioni vaginali o alle vie urinarie.

Costituzione ayurvedica Kapha

La donna di costituzione Kapha è robusta, tende a ingrassare facilmente fin dalla giovane età, deve fare molta attenzione alla dieta.

Ha bei capelli fluenti, un po’ grassi e una pelle liscia e chiara, che si abbronza bene e mantiene l’abbronzatura. Ha un buon sistema immunitario, soffre di ritenzione idrica e disturbi circolatori.

Nello stato positivo la donna di costituzione Kapha è molto amorevole e materna, irradia sicurezza e stabilità, è paziente e saggia.

Nella fase pre-mestruale manifesta uno stato di vulnerabilità emotiva con il bisogno di sentirsi amata e rassicurata. Durante il ciclo si sente inadeguata, con sensi di colpa e l’impressione di non essere mai amata abbastanza. Trattiene i liquidi e manifesta gonfiore con tensione a seno e addome. In genere tende all’accumulo e può sviluppare fibromi o tumori benigni.

Fonte http://www.ayurvedaitalia.it/post.php?id=395

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Guida alla scoperta dei profumi di madre natura 1 Parte

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aromaterapia

Gli oli essenziali sono un mix di sostanze volatili e odorose prodotte da piante aromatiche (sono piante che contengono una quantità sufficiente di essenze per cui vale la pena estrarle). Gli oli sono sostanze di pregio: distillando 100 Kg di pianta fresca, si ottengono infatti 3-8 grammi di olio essenziale di rosa, 15-20 grammi di olio essenziale di melissa, 100-300 grammi di olio di timo o geranio, 1-1,2 chili di olio di lavanda, alloro e ginepro e 2-3 chili di olio di eucalipto o cipresso. E ancora per una goccia di olio essenziale di rosa occorrono 30 rose in fiore; per 1 litro di olio essenziale di sandalo ci vogliono 1600 Kg della parte centrale del legno. Si tratta di sostanze molto potenti, perché presentano un’altissima concentrazione: 1 grammo di olio essenziale puro (circa una ventina di gocce), corrisponde al contenuto di 100 o più grammi della pianta originaria, della quale amplifica le potenzialità farmacologiche, ma anche i rischi dovuti a un utilizzo improprio. Gli oli essenziali sono ricchi di componenti chimici (fino a 200 per olio), che ne determinano le proprietà (per esempio i monoterpeni favoriscono le proprietà mucolitiche; fenoli e aldeidi quelle antimicrobiche; i chetoni si trovano soprattutto in oli dalle proprietà stimolanti delle funzioni epatiche, ecc.). Con un metodo specifico (gascromatografia) è possibile stabilire il chemiotipo (ovvero gli elementi chimici dominanti) di un olio essenziale.  Per esempio il rosmarino può presentare tre chemiotipi: rosmarino a cineolo (è il più respiratorio), rosmarino a verberone (stimola fegato e cistifellea) e rosmarino a borneolo (tonico e anti-reumatico).

Dove si trovano

Sono presenti sotto forma di goccioline:

* nelle foglie (salvia, basilico, melissa, menta, eucaliptolo),

* nella buccia dei frutti (limone, arancio, mandarino),

* nei frutti (vaniglia, cardamomo),

* nella resina (mirra, benzoino, incenso),

* nei semi (finocchio, anice, cacao, cardamomo),

* nei rami (cannella, tea tree, cipresso),

* nel legno (sandalo, cedro atlantico),

* nei fiori (rosa, lavanda, ylang ylang, neroli, camomilla),

* nelle radici e nei rizomi (vetiver, zenzero e iris).

Come riconoscerli

Gli oli sono:

* odorosi (così li percepisce il nostro olfatto),

* molto volatili a differenza degli oli fissi (come quello di oliva),

* oleosi e non si sciolgono in acqua,

* solubili in oli vettori, alcol e solventi organici,

* infiammabili (tenerli lontano da fonti di calore),

* la componente più sottile e purificata della pianta

Fondamentali luce e calore

La formazione degli oli essenziali non può avvenire senza la presenza di luce e calore del sole. Nell’area mediterranea crescono piante aromatiche i cui oli hanno funzione riequilibrante (rosmarino, salvia, lavanda, timo, maggiorana…), mentre nelle regioni calde della fascia equatoriale le piante producono oli più corroboranti (cannella, noce moscata, cumino, coriandolo, cardamomo…). Proprio perché così legati alla luce e al sole, gli oli sono connessi all’elemento fuoco. Questa è forse la ragione per cui gli alchimisti parlavano di “sostanze dotate di “spirito”.

Come si ottengono

* Per distillazione in corrente di vapore (metodo più diffuso),

* per spremitura a freddo (nel caso degli oli agli agrumi),

* per estrazione con solventi (etere di petrolio) per oli delicati, come il gelsomino; si ottengono le essenze

   assolute (poco fluide e con profumazioni intense, da diluire in alcool),

* per estrazione con alcol (per gli oli di vaniglia, cacao e miele),

* per estrazione con fluidi supercritici (a metà tra liquidi e gas) a basse temperature (mediante anidride

   carbonica supercritica),

* enfleurage (tecnica oggi sostituita dall’estrazione con solventi) con cui si ottiene l’assoluta di enfleurage.

Fonte http://www.affarnostro.it/1/discipline-a-confronto/guida-alla-scoperta-dei-profumi-di-madre-natura.html

Le proprietà

Gli oli presentano molteplici proprietà:

antisettiche e antimicrobiche

(origano, timo, chiodi garofano, santoreggia, cannella; tea tree, fiori d’arancio, ecc.)

cicatrizzanti

(lavanda, tea tree, benzoino, cipresso, incenso, rosa, patchouli, ecc.)

antireumatiche e antinevralgiche

(per dolori articolari e muscolari; rosmarino, verbena, ginepro, camomilla, canfora, ecc.)

anticatarrali, espettoranti e mucolitiche

(eucaliptolo, rosmarino, pino, mirto, cipresso, ginepro, maggiorana, ecc.)

antispasmodiche

(per tensioni muscolari e viscerali come torcicollo, colon irritabile, dolori mestruali: basilico, camomilla, melissa, geranio, mandarino, lavanda, finocchio, maggiorana, ecc.)

digestive
(finocchio, cumino, cardamomo, angelica, coriandolo, menta, verbena, ecc.)

epato-toniche
(aumentano produzione e flusso della bile; rosmarino verberone, lavanda, menta, limone, geranio, ecc.)

tonificanti
(antidepressivi: rosa, fiori d’arancio, palmarosa; accrescono resistenza allo stress: pino, basilico, rosmarino, salvia; combattono stanchezza mentale: menta, timo, basilico, ecc.)

calmanti, ansiolitiche e rilassanti
(melissa, verbena, lavanda, camomilla, arancio, mandarino, sandalo, geranio, ecc.)

flebotoniche e linfotoniche
(per varici, cellulite, capillari dilatati: cipresso, vetiver, tea tree, sandalo, mirto, limone, geranio, ecc.)

riscaldanti
(per dolori muscolari non infiammatori e cellulite: rosmarino, zenzero, cannella, pepe, chiodi garofano)

analgesiche e anestetiche
(menta per il mal di testa; chiodi di garofano per algie dentarie; ylang ylang e camomilla romana svolgono un’azione globale sedativa, pre-anestetica e e antispastica)

endocrino regolatrici
(sostanze simil-estrogene in salvia sclarea, cipresso e finocchio; simil-cortisoniche in oli di pino, rosmarino, basilico, santoreggia)

afrodisiache e stimolanti della sessualità
(salvia sclarea per la donna e pino per l’uomo stimolano le funzioni ghiandolari; pepe nero, cannella e rosmarino riattivano energeticamente a livello pelvico; per stimolare la fantasia, ylang ylang, patchouli, vetiver e muschio)

eudermiche
(rosa, geranio e palmarosa per la couperose; rosa, incenso, fiori d’arancio e sandalo per le rughe; lavanda e tea tree per l’acne).

Come entrarvi in contatto

Mediante l’organo di senso dell’olfatto (le stimolazioni olfattive sono le uniche ad arrivare direttamente al sistema limbico, la parte più antica del cervello, senza la mediazione del talamo). Per via respiratoria (attraverso l’inalazione degli aromi dispersi nell’ambiente con diffusori si raggiungono bronchi, polmoni e di qui il sangue e il resto del corpo). Mediante la pelle (attraverso le cellule epidermiche gli oli diluiti in olio vegetale o crema arrivano ai capillari sanguigni e di qui raggiungono anche tessuti più lontani; ampio uso degli oli nei massaggi o sui punti di agopuntura). Per via orale (è bene però ricorrervi con cautela: gli oli sono sostanze molto concentrate e potenti; vanno utilizzare con cautela, per evitare sovradosaggi, intossicazioni e gastrolesività. Non vanno mai assunti puri, ma diluiti e sempre dopo la consultazione di un esperto).

Importanti precauzioni

Gli oli essenziali vanno impiegati tendendo presenti alcuni accorgimenti, come:

* utilizzare oli di qualità e naturali al 100%,

* non applicarli puri o non diluiti sulla pelle,

* per i bagni non sciogliere mai gli oli direttamente nell’acqua, ma diluirli in veicoli quali miele o sale,

* evitare di assumerli per via orale di propria iniziativa (consultare un esperto) e comunque sempre diluiti, non applicarli puri su mucose (bocca), evitare la zona occhi,

* non esporsi a raggi solari e delle lampade abbronzanti dopo averli applicati sulla pelle (specie quelli agrumati),

* su ascelle, viso e pieghe inguinali utilizzare solo oli molto delicati,

* usarli con molta cautela se si hanno forme allergiche (cutanee o respiratorie),

* conservarli chiusi, lontani da luce e fonte di calore,

* evitarne l’uso in gravidanza e nell’allattamento,

* non utilizzarli se si hanno problemi a fegato e reni (gli oli vengono metabolizzati da tali organi),

* se si soffre di ipertensione evitare oli che possono alzare la pressione sanguigna (timo, rosmarino, salvia sclarea).

Istruzioni per l’uso

Esistono vari modi di utilizzare gli oli essenziali. Ecco i principali:

Massaggio e auto-massaggio

(applicare sulla pelle con manovre di massaggio da 2 a 6 gocce di olio essenziale unendole a oli-vettore* o oleoliti**)

Bagno aromatico (5-10 gocce con miele, sale o sapone liquido da diluire poi nell’acqua del bagno)

Doccia aromatica (4-5 gocce col bagnoschiuma)

Maniluvi e pediluvi (5-8 gocce con sale o bicarbonato da aggiungere all’acqua)

Frizioni (sul petto, a esempio, in caso di bronchiti: 1-2 gocce in olio vettore e massaggiare dolcemente)

Fumenti (3-6 gocce di olio essenziale disciolte in alcol aggiunte all’acqua calda e poi si inalano i vapori; adatto per problemi respiratori da raffreddamento o per problemi della pelle)

Maschere per il viso (1-3 gocce di olio con argilla, crema, yogurt, polpa di frutta o verdura)

Inalazione del profumo (5-6 gocce con diffusori o umidificatori; 1-2 gocce sul fazzoletto da annusare)

Gargarismi (2-3 gocce di olio miscelate con miele o soluzione di propoli in un po’ di acqua).

* Gli oli vettore sono oli vegetali con proprietà nutritive e curative, ottenuti dalla spremitura di semi e frutti ricchi di sostanze. Sono i seguenti oli: jojoba (adatto a tutti i tipi di pelle e il migliore da abbinare agli aromi più pregiati),

mandorle dolci (per pelli secche e irritate; non va bene per chi ha allergie alle graminacee), riso (un’alternativa all’olio di mandorle), germe di grano (ricco di vitamina E e anti-ossidante; troppo denso per poter essere utilizzato da solo), vinaccioli (ottenuto dai semi di uva; è leggero e adatto a chi non ama la sensazione di unto), girasole (adatto a tutte le pelli; va conservato in frigo, perché si ossida facilmente), sesamo (tonico e stimolante della circolazione cutanea), avocado (per pelli sciupate e secche), macadamia (adatto per pelli anziane e per la preparazione di cosmetici), enotera e borragine (mantengono integra la pelle; da aggiungere ad altri oli vettori nel trattamento di pelle secca)

** Gli oleoliti si ottengono dalla macerazione di piante officinali in olio (di girasole od oliva). I più utilizzati sono:

oleolito di calendula (è anti-infiammatorio e lenitivo; da associare con l’olio essenziale di lavanda, per esempio);

oleolito di iperico (in associazione con l’olio essenziale di ginepro o di rosmarino attenua lombalgie e sciatalgie; con lavanda e camomilla lenisce arrossamenti cutanei), oleolito di arnica (anti-reumatico e anti-infiammatorio, da unire agli oli essenziali di limone, ginepro, basilico) e oleolito di camomilla (per pelli sensibili e sui bambini).

Fonte http://www.affarnostro.it/1/discipline-a-confronto/guida-alla-scoperta-dei-profumi-di-madre-natura.html

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Il Melone e le sue proprietà

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

il melone

Oggi la nostra Dietista Sabrina Zorzato dell’Ambulatorio Dietistico Anima e Mente di Monselice Pd, ci parlerà delle proprietà e dei benefici del melone.

Questo frutto. insieme è uno dei simboli dell'estate, è un frutto dolce e gustoso, la sua polpa è succosa e profumata, il colore della polpa può variare dal bianco, al giallo, all'arancio, a seconda della varietà del frutto. La cavità centrale del melone appare fibrosa e ricca di semi.

Le proprietà del melone

Il melone contiene una percentuale elevata d'acqua. È un frutto ricco di vitamine e di minerali ottimi per la nostra salute. Grazie al suo contenuto d'acqua, esso regala una sensazione di freschezza e di sollievo dalla calura estiva. Molto utile per depurare i reni e contro il bruciore di stomaco.

Non contiene grassi saturi e assicura uno scarso apporto calorico, pari a circa 60 calorie per una porzione media. Tra i sali minerali che si trovano nel melone ci sono ferro, calcio e fosforo. Le vitamine presenti sono vitamina C, vitamina A e vitamina B. Inoltre il melone contiene un agente anticoagulante, che permette di prevenire la formazione di grumi nel sangue, che possono essere causa di infarto o di ictus.

I meloni appartengono alla stessa famiglia dei cetrioli e delle zucche gialle, con la differenza che essi vengono consumati come frutti, al massimo della maturazione, per via della loro dolcezza.

I benefici del melone

1) Benefici per la digestione. Il melone stimola i movimenti intestinali, che possono essere compromessi da eventuali problemi digestivi. Il suo contenuto di minerali contribuisce a eliminare l'acidità eccessiva dell'organismo, favorendo la digestione.

2) Prevenzione di infarto e ictus. Grazie all'adenosina contenuta nel melone, il sangue si mantiene maggiormente fluido, riducendo il rischio di infarto e ictus.

3) Prevenzione del cancro. Il melone è ricco di carotenoidi, considerati utili per la prevenzione del cancro e per ridurre il rischio di tumore ai polmoni.

4) Benefici per i reni. Il melone, grazie al suo elevato contenuto d'acqua, presenta un buon potere diuretico. Contribuisce a mantenere la salute dei reni. Se unito a del succo di limone, il melone può contribuire a contrastare la gotta. Per una maggiore azione benefica sarebbe meglio consumarlo con regolarità, al mattino.

5) Fonte di energia. È una fonte naturale di energia, non solo per il contenuto di zuccheri naturali, ma anche per il suo apporto di vitamina B, necessaria per la produzione di energia da parte dell'organismo a partire dai carboidrati.

Come mangiare il melone

Normalmente il melone lo si mangia crudo come antipasto o come dessert, a colazione o a merenda. Però il melone può essere anche cucinato, in maniera da ottenere delle composte e delle confetture. Si può utilizzare anche nella preparazione di macedonie, frullati, gelati e sorbetti, ottimi da gustare durante la stagione estiva, oltre che di centrifugati di frutta. Ideale per la creazione di spiedini di frutta da servire come aperitivo, oppure tagliato a cubetti e gustarlo mescolandolo a fettine di cetriolo.

 

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Opuntia: proprietà e benefici

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

dimagrire con l'opuntia

I rimedi dimagranti naturali sono costituiti da un insieme di strategie volte a contrastare il sovrappeso e l’obesità, senza dover ricorrere necessariamente a medicinali. Essi includono:

  • L’adozione di una dieta sana ed equilibrata
  • Una buona attività fisica
  • Piante ed estratti medicinali, che potenziano i benefici derivanti dalla correzione dello stile di vita personale

L‘Opuntia ficus Indica, o Fico d’India, è una pianta adatta per coloro che vogliono tenere sotto controllo il proprio peso corporeo; viene utilizzata principalmente come supporto alla dieta perché aiuta a ridurre l’assorbimento dei grassi.
E ‘stata oggetto di studio in quanto amica del benessere e della salute in virtù delle sue proprietà dimagranti, sazianti, drenanti e ipocolesterolemizzanti.

Questa pianta è molto diffusa in Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia per l’habitat naturale particolarmente favorevole e per lo sfruttamento dei suoi frutti commestibili, dalla polpa delicatamente dolce, ricca di minerali, soprattutto calcio, fosforo, ferro, magnesio, potassio e di vitamina C.

Il frutto si coglie all’inizio dell’estate e nasce da fiori dalle dimensioni considerevoli (dai 7 ai 10 cm).

Il frutto del Fico d’India è una bacca ovoidale che varia il suo colore in base alle fasi di maturazione: è di colore verde quando è acerbo, poi passa dal verde al giallo-oro ed infine al rosso-arancio in piena maturità.

La fitoterapia ha scoperto relativamente di recente l’importanza dell’estratto di Nopal, derivante da giovani segmenti dell’opuntia, che come integratore alimentare aiuta a ritrovare una silhouette armoniosa.

L’estratto di Nopal infatti è adatto per tutte le persone che hanno la tendenza a sgranocchiare cibo tutto il giorno, per le persone in sovrappeso o che soffrono di ipercolesterolemia ed infine per tutti gli individui che presentano dei problemi digestivi.

Il Nopal è molto utile nel trattamento del peso eccessivo o dell’obesità poiché una volta assorbito, produce una sensazione di pienezza e di sazietà. Ciò, aggiunto al suo effetto positivo sulla glicemia, può aiutare a ridurre l’appetito e controllare il desiderio di dolci.

Una volta che l’Opuntia entra in contatto con i grassi ingeriti nello stomaco si lega immediatamente ad essi, formando un gel fluido intorno al grasso, impedendone così l’assorbimento da parte delle pareti intestinali. I grassi non assorbiti viaggiano attraverso tutto il sistema digestivo e vengono eliminati naturalmente.

Una ricerca condotta in Messico, da un gruppo di studiosi dell’Università della Bassa California a Tijuana, ha dimostrato le proprietà ipoglicemizzanti delle fibre contenute nel fico d’india, soprattutto delle mucillagini, che ritardano l’assorbimento degli zuccheri, caratteristica utile in caso di diabete mellito. Ma anche chi non è diabetico può giovarsi con profitto di questo moderatore della glicemia favorendo il dimagrimento.

Le fibre di questo cactus favoriscono il movimento intestinale senza irritare le mucose. Inoltre, contribuiscono a potenziare il microbiota ed evitano la stipsi, riducendo in tal modo il rischio di emorroidi. Un intestino attivo, in grado di eliminare le scorie e le tossine, consente un dimagrimento più rapido e un miglior assorbimento di vitamine e minerali.

Assunto mezz’ora prima dei pasti controlla l’appetito e permette di assimilare meno zuccheri e grassi.

ti.sazia

Ti.sazia è un integratore naturale a base di estratti vegetali di Opuntia, ottimo coadiuvante dei percorsi di rieducazione alimentare e perdita di peso. L’Opuntia è una pianta ricca di principi attivi efficaci nel favorire la sensazione di sazietà e di controllo della fame.

Fonte: http://blog.latisaneria.it/2017/04/04/opuntia-proprieta-benefici/

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Il Meridiano dell’Intestino Tenue

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

intestino tenueQuello dell’Intestino Tenue è un meridiano di tipo Yang e il suo elemento è il Fuoco.

Le funzioni dell’Intestino Tenue sono connesse all'assorbimento dei nutrienti, alla digestione ed all'eliminazione degli scarti.

Il meridiano comincia il suo percorso dall'angolo interno del mignolo, passa sopra l'estremità superiore della piega posteriore dell'ascella, sulla parte posteriore della spalla, a lato del collo, sulla guancia, per finire davanti all'orecchio in un percorso di 19 punti.

La sua massima forza è espressa tra le ore 13 e le ore 15.
 

Alcuni dei punti più interessanti nel percorso del meridiano sono i seguenti:

 

SI1 (Small Intestine) – Piccola palude minore – mal di testa, rigidità della lingua, dolori agli occhi.

SI3 (Insenatura posteriore)
torcicollo, ronzio nelle orecchie, epilessia, sudori notturni

SI4 (Osso del polso)
– mal di testa, artrite al polso, delle dita o del gomito, ronzio nelle orecchie

SI8 (Piccolo mare)
– dolore al gomito, all'avambraccio e mal d'orecchie

SI9 (Purezza della spalla)
– dolore alle braccia, problemi all'articolazione della spalla.

SI10 (Orifizio del braccio) – intorpidimento del braccio e della spalla

SI16 (Finestra del cielo)
– torcicollo, sordità, infiammazioni e mal di gola

SI17 (Contenitore del cielo) – torcicollo, angina, sordità

SI19 (Palazzo dell'udito)
– sordità, dolori e ronzio alle orecchie.

 

L'intestino tenue produce il 95% della serotonina del nostro corpo. Sostanza che serve per regolare la peristalsi e l'attività digestiva. Attiva anche il cervello con segnali di sazietà o di nausea.

Attenzione, la troppa serotonina può provocare allergie. Abbiamo per questo, in condizioni normali, un riassorbimento della serotonina in eccesso. Questo non è possibile se è presente un'infiammazione alla mucosa intestinale per saturazione dei sistemi di riassorbimento con conseguente stipsi.

Allo stesso tempo l'infiammazione attiva un enzima che distrugge la serotonina con deficit a livello cerebrale e depressione.

Il triptofano, un amminoacido precursore della serotonina, è attivato dall'introduzione di carboidrati più che dalle proteine. Mangiando pasta, pane dolci, il nostro umore migliora, ma non dobbiamo eccedere, perché l'eccesso di zuccheri provoca anche un effetto deprimente nel cervello con incapacità di utilizzare i carboidrati.
Possiamo utilizzare gli zuccheri semplici della frutta e della verdura che sono maggiormente digeribili e assimilabili a livello cerebrale.

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Il Meridiano del Maestro del Cuore

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maestro del cuore

LA FUNZIONE DEL MAESTRO DEL CUORE

Questo meridiano è associato al Meridiano del Triplice Riscaldatore, entrambi lavorano assieme nella “circolazione” e nella “protezione”, ovvero fanno in modo che il corpo sia sempre pieno di vitalità ed in grado di difendersi.

È di polarità negativa ed il suo flusso è discendente: parte dal lato esterno del capezzolo, passa nella parte anteriore del braccio, dal centro del palmo della mano e termina nel dito medio.

La sua funzione principale è quella di regolare il funzionamento della circolazione sanguigna e linfatica, dell’energizzazione del cuore, dell’aorta, di vene e arterie, dei dotti linfatici.

LA DISFUNZIONE DEL MAESTRO DEL CUORE

Il Maestro del Cuore è in correlazione con il centro del petto che è in rapporto con l’amore e l’affetto nei confronti dei membri della famiglia e del partner. Una continua tensione in questi ambiti può causare una disfunzione al meridiano anche in assenza di un vero e proprio conflitto.

In alcune persone la causa di disfunzione di questo meridiano è risultata essere una eccessiva pressione o tensione in ambito lavorativo, laddove la persona è particolarmente attaccata quasi sentimentalmente a quel tipo di lavoro.

La pressione sanguigna è indice dello stato di salute di questo meridiano, l’effetto più evidente della sua disfunzione.

A lungo andare, la manifestazione patologica fisica classica è l’aterosclerosi.

Dal punto di vista mentale, una persona con disfunzione al questo meridiano avverte un continuo stato di tensione nervosa, un senso di soffocamento, un continuo senso di ansietà e preoccupazione, difficoltà di concentrazione ed al rilassamento.

Lo svuotamento energetico di questo meridiano può essere causa di tendenza alla depressione mentre l’eccesso energetico di agitazione, isteria, epilessia.

Fisicamente la sua disfunzione si manifesta con palpitazioni, dolore al petto angina pectoris, difficoltà alla respirazione, contrattura del collo e del braccio, sensazione di calore alla testa e freddo nelle estremità.

Spesso la persona risulta predisposta a continue infiammazioni nel cavo orale, alla stomatite, al singhiozzo, alla tendenza all’ulcera duodenale per iperacidità.

Talvolta si manifesta una sensazione di calore all’incavo della mano e lungo il percorso del meridiano.

Le malattie vascolari e l’ipertensione arteriosa sono causate dalla disfunzione cronica del Meridiano del Maestro del Cuore.

 

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La fibromialgia. Un quadro d’insieme

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cos'è la fibromialgia

La Fibromialgia (FM) è una sindrome clinicamente molto complessa. È caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso localizzato in regioni caratteristiche chiamate Tender Points (TP) e da una varietà di altri sintomi associati come fatica, rigidità, disturbi del sonno, disfunzioni cognitive ed episodi depressivi (1) (2).

EPIDEMIOLOGIA

Dopo l’osteoartrosi, la Fibromialgia rappresenta la seconda malattia reumatica più comune (3). È una patologia che si verifica con maggiore frequenza nelle donne avendo un rapporto femmine : maschi di 3:1 e mostrando un andamento crescente con l’aumentare dell’età, con il picco massimo tra 55-64 anni (4) (5).

Al di là di questi dati, la Fibromialgia può insorgere in qualsiasi età, anche nell’infanzia3. In Italia, uno studio ha rivelato una prevalenza media del 3,7%, nello specifico del 5,5% nelle femmine e dell’1,6% nei maschi (6). 

EZIOPATOGENESI

I meccanismi che stanno alla base della Fibromialgia sono sconosciuti (7).

L’ipotesi più accreditata sullo sviluppo della patologia sembra essere quella della Sensibilizzazione Centrale: l’ipersensibilità verso stimoli sia dolorosi che non, dovuta ad abnorme ipereccitabilità dei neuroni centrali mediata da diversi neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, noradrenalina, SP, endorfine, encefaline) e attività neurochimiche, che determina una anormale e intensa amplificazione del dolore. Questo implica:

  • Iperalgesia, iperpatia, allodinia;
  • Espansione del campo percettivo;
  • Scarica elettrofisiologia prolungata;
  • Spiacevole dolore successivo allo stimolo (es. bruciore e parestesia) che perdura più a lungo del normale.

Queste modificazioni funzionali causano una neuroplasticità che porta a una eccessiva amplificazione dello stimolo nervoso periferico. La Sensibilizzazione Centrale sembra essere il principale meccanismo coinvolto nello sviluppo e nel mantenimento della cronicità del dolore, il sintomo cardine di questa patologia (2).

Per Sindromi da Sensibilizzazione Centrale (SSC), come accennato nella definizione, si intende un gruppo di sindromi simili legate a questo fenomeno. Tra queste troviamo, ad esempio: la sindrome da fatica cronica, la sindrome della vescica irritabile, i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e l’emicrania, disturbi che non casualmente sono comunemente associati alla Fibromialgia (1) (2) (3) (8).

SINTOMATOLOGIA

La Fibromialgia è una sindrome caratterizzata da un’ampia varietà di disturbi:

  • Dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso;
  • Rigidità;
  • Spossatezza;
  • Disturbi del sonno;
  • Depressione;
  • Manifestazioni muscolo-scheletriche (es. contratture e accorciamento muscolare);
  • Manifestazioni disautonomiche (es. ipotensione ortostatica, vertigini, irregolarità cardiache e respiratorie);
  • Manifestazioni neuroendocrine: alterazione secrezione cortisolo, estradiolo, GH, TSH, 5-HTT, DA;
  • Manifestazioni neurocognitive: attenzione, apprendimento, memoria.

Il sintomo più caratteristico, però, come già rimarcato in precedenza, è il dolore muscolo-scheletrico cronico.

  • Diffuso: bilaterale, sopra e sotto il cingolo pelvico;
  • Distribuzione non anatomica: dolore globale o locale inaspettato e fluttuante con carattere spesso migratorio;
  • Caratteristiche: allodinia, iperalgesia, iperpatia, dolore persistente e dolorabilità alla palpazione dei TP che è indipendente dal dolore diffuso;
  • Descrizione: bruciante, tagliente, lancinante, acuto, pulsante, profondo e/o qualsiasi combinazione di questi.

Possono associarsi anche artralgia diffusa, dolore al petto similanginoso, dolore lombare simil-sciatalgico, crampi alle gambe (40% degli affetti), cefalee croniche (50-60%) e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (TMD) (8).

DIAGNOSI

Nel 1990, l’American College of Rheumatology ha elaborato dei criteri diagnostici (ACR criteria 1990) che si basano su due punti fondamentali che devono essere associati a un accurato esame obiettivo:

  • Storia del dolore muscoloscheletrico diffuso: dolore che perdura da più di 3 mesi in tutti e quattro i quadranti del corpo, con il coinvolgimento aggiuntivo di dolore assiale nel tratto cervicale, toracico o lombare;
  • Positività di 11/18 Tender Points: un tender point risulta positivo se dolente alla digitopressione di 4 kg/cm2(sufficiente per fare impallidire l’unghia dell’esaminatore) (9).

Questi due criteri, il dolore diffuso e la positività ai tender points, presentano una sensibilità dell’88,4 % e una specificità dell’81,1 % per la diagnosi di FM (10).

L’elaborazione di questi criteri, però, non deve escludere una valutazione più approfondita e completa. Si ricorre, infatti, anche a raccolta e valutazione dei sintomi associati, che accompagnano il dolore e che potrebbero apparentemente non essere collegati come astenia, disturbi del sonno, debolezza, deficit di attenzione e della memoria, sintomi vestibolari e molti altri.

La diagnosi differenziale è basilare e va posta con quelle patologie che possono ‘simulare’ la Fibromialgia come l’ipotiroidismo, la sindrome da fatica cronica, l’epatite C, la malattia di Lyme, l’apnea notturna, la malformazione di Chiari, ma soprattutto con quelle malattie reumatiche di origine autoimmune come il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), la sindrome di Sjögren, altre connettiviti sistemiche, l’artrite reumatoide e le spondiloartriti. Queste sono tutte patologie che possono causare un dolore muscolo-scheletrico vago e diffuso associato ad un alto livello di fatica, che possono quindi ingannare l’esaminatore. Per tale differenziazione può essere utile servirsi degli esami di laboratorio (9).

TERAPIA

Non esiste una cura per la Fibromialgia, ma è possibile gestire e controllare i sintomi, compreso il dolore.

  • Terapia farmacologica: combinazioni di più farmaci con diverso meccanismo d’azione come FANS, anticonvulsivanti, antidepressivi e miorilassanti;
  • Terapia non farmacologica: panorama variegato composto da educazione, terapia cognitivo-comportamentale, esercizio fisico, terapia fisica e terapia alternativa e complementare (11).

Bibliografia

  1. Clauw DJ. Fibromyalgia: an overview. Am J Med 2009;122(12 Suppl):S3-S13.
  1. Yunus MB. Fibromyalgia and overlapping disorders: the unifying concept of central sensitivity syndromes. Semin Arthritis Rheum 2007;36(6):339-56.
  1. Clauw DJ. Fibromyalgia: a clinical review. JAMA 2014;311(15):1547-55.
  1. Queiroz LP. Worlwide Epidemiology of Fibromyalgia. Current Pain and Headache Reports. 2013;17(8):1-6.
  1. McNally JD, Matheson DA, Bakowsky VS. The epidemiology of self-reported fibromyalgia in Canada. Chronic Dis Can 2006;27:9-16.
  1. Branco J, Bannwarth B, Failde I, Carbonell AJ, Blotman F, Spaeth M, et al. Prevalence of fibromyalgia: a survey in five European countries. Semin Arthritis Rheum 2010;39:448-53.
  1. Bellato E, Marini E, Castoldi F, Barbasetti N, Mattei L, Bonasia DE, et al. Fibromyalgia Syndrome: Etiology, Pathogenesis, Diagnosis, and Treatment. Pain Res Treat 2012;2012:1-17.
  1. Jain AK, Carruthers BM, Van de Sande MI, Barron SR, Donaldson CCS, Dunne JV, et al. Sindrome fibromialgica: una definizione di caso clinico e linee guida per specialisti. J Musculoskelet Pain 2003;11(4):3-107.
  1. Cazzola M, Sarzi Puttini P, Stisi S, Di Franco M, Bazzichi L, Carignola R, et al. Fibromyalgia syndrome: definition and diagnostic aspects. Reumatismo 2008;60(1s):3-14.
  1. Harden RN, Revivo G, Song S, Nampiaparampil D, Golden G, Kirincic M, et al. A critical analysis of the tender points in fibromyalgia. Pain Med 2007;8(2):147-56.
  1. D’Arcy Y, McCarberg BH. New Fibromyalgia Pain Management Recommendations. J Nurse Pract 2005;1(4):21825.

Fonte http://www.doctorfitness.it/la-fibromialgia-un-quadro-dinsieme/

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Colon infiammato, le proprietà benefiche delle amarene

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

colon irritato

Le amarene possono rivelarsi importanti per il trattamento del colon infiammato

Contro il colon infiammato possiamo sfruttare l’aiuto che proviene dalle proprietà benefiche delle amarene. Forse non è particolarmente noto, ma queste ultime hanno delle efficaci proprietà antinfiammatorie, garantite dalle diverse sostanze da esse contenute: sali minerali, come potassio, calcio, magnesio e fosforo, vitamine, in particolare vitamina C, vitamine del gruppo B, provitamina A. Tutti questi elementi sono in grado di stimolare i reni e di favorire la circolazione sanguigna. Sono molte le proprietà da attribuire alle amarene, ma quelle antinfiammatorie si rivelano un vero toccasana per il colon.

Nello specifico sono gli antociani i pigmenti che permettono di ridurre le infiammazioni, combattendo il processo ossidativo portato avanti dai radicali liberi.

Il colon infiammato, oltre che con le amarene, può essere trattato con la radice di zenzero, ma le amarene sono insuperabili.

I ricercatori dell’Università del Michigan hanno condotto uno studio specifico sull’argomento, mettendo in evidenza che le amarene sono capaci di ridurre le infiammazioni che interessano soprattutto alcuni organi, come l’addome e il cuore.

D’altronde il colon irritabile è una sindrome dalle mille sfaccettature. Se soffriamo ad esempio di stitichezza, che può essere un sintomo del colon infiammato, possiamo utilizzare i peduncoli delle amarene come rimedio fitoterapico. A questo scopo si deve preparare un decotto: si deve utilizzare una manciata di peduncoli, che vanno fatti macerare in mezzo litro di acqua per due o tre ore.

L’acqua con i peduncoli deve essere fatta bollire per circa dieci minuti. Del decotto occorre berne due o tre tazze al giorno.

La ricerca scientifica ha dimostrato che le amarene sono utilissime nell’esercitare un’azione di prevenzione contro il tumore al colon.

Le proprietà benefiche delle amarene

Le amarene rappresentano un vero toccasana per tutto l’organismo. I peduncoli delle amarene, mediante la messa a punto di uno specifico decotto, possono essere utilizzati come diuretici oppure per portare giovamento contro l’artrite, i calcoli, le fermentazioni intestinali e i disturbi che interessano i reni.

Le amarene sono in grado di rafforzare i capillari, prevenendo la trombosi venosa. Inoltre riescono a combattere il senso di fatica, i crampi ed esercitano un’azione di miglioramento nei confronti della vista.

Se abbiamo la pelle irritata, basta applicare un decotto fatto con 6 grammi di peduncoli di amarene in 100 ml d’acqua. Da non dimenticare nemmeno l’importante effetto che le amarene esercitano sul sistema nervoso: hanno un effetto sedativo e quindi favoriscono il sonno e inoltre, grazie alla melatonina, riescono a migliorare l’umore.

Fonte: http://www.tantasalute.it/articolo/colon-infiammato-le-proprieta-benefiche-delle-amarene/39831/

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L’Aglio e i suoi benefici

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

aglio benefici

L’Aglio un alimento che per svariate ragioni è spesso evitato e poco incluso nella dieta quotidiana. Peccato, perché l’aglio ha caratteristiche molto importanti e proprietà salutari considerevoli, per questo andrebbe consumato con maggior frequenza.

La nostra Dietista Sabrina Zorzato dell’Ambulatorio Dietistico Anima e Mente di Monselice (Pd) ci spiegherà oggi in questo articolo tutte le sue proprietà e i suoi benefici.

Innanzitutto il suo potere depurativo!

Sebbene si pensi che l’aglio sia un alimento pesante in quanto difficile da digerire, è certo che le sue note proprietà depurative siano in grado di aiutare l’organismo ad eliminare le tossine.
Uno dei benefici che l’aglio ci dona è la sua capacità di combattere l’ipertensione!

L’aglio è uno dei migliori amici del cuore: rende più fluido il sangue, abbassa la pressione e aiuta a prevenire l’arteriosclerosi.

Inoltre, l’aglio, ha la capacità di ridurre il colesterolo, aggiungiamo la sua proprietà antisettica in grado di stimolare le difese dell’organismo e nello specifico: nel prevenire le malattie respiratorie.

Vedete quanti benefici sono presenti in questo alimento; ma non finiscono qui.

L’aglio ha azione sedativa e calmante sul sistema nervoso per la presenza di fosforo e zolfo.

Ricapitolando l’aglio:

  • Riduce la pressione arteriosa e il colesterolo
  • Aiuta a fluidificare il sangue e a riparare dai danni dell’arteriosclerosi
  • Aiuta a prevenire ed alleviare la claudicazione intermittente (dolore nelle gambe provocato dall’arteriosclerosi)
  • È un ottimo antinfiammatorio
  • Il consumo abituale nella dieta sembrerebbe proteggere da certi tipi di cancro
  • Aiuta ad incrementare il livello di insulina nel corpo, riducendo i livelli di zuccheri nel sangue
  • Aiuta a combattere un buon numero di funghi, batteri e virus
  • Alcuni studi sembrano dimostrare che l’aglio incrementa leggermente il livello di serotonina nel cervello aiutando a combattere lo stress e la depressione.

Attenzione però, le proprietà dell’aglio perdono d’efficacia se questo viene cotto o fritto; infatti l’aglio cotto perde fino al 90% delle sue proprietà salutari.

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Kapha e Ayurveda

scritto da Anima e Corpo | Centro Estetico e Massaggi | Monselice (Padova) il . Pubblicato in News

dosha kapha

Cosa sono i Dosha? – Kapha

Dosha sono le tre tipologie di costituzione dell’Ayurveda, creati dalla combinazione dei cinque grandi elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. A loro volta, le tre qualità dette dosha si combinano tra loro determinando la costituzione unica e speciale di ogni individuo.

Ognuno di noi è un individuo unico nel suo genere, la cui tipologia costituzionale, secondo l’Ayurveda, è determinata dall’influsso, maggiore o minore, di tre qualità principali, i doshavata, pitta e kapha; la loro particolare combinazione ci rende ciò che siamo e ci insegna, in una prospettiva ayurvedica, a comprendere quale sia il modo migliore per prenderci cura della nostra salute.

I dosha: Kapha, “ciò che unisce”

Letteralmente la parola kapha significa “ciò che unisce”.

Il dosha kapha è composto dall’unione degli elementi Acqua e Terra.

Kapha rappresenta nell’organismo umano il principio che conserva e stabilizza. Ha sede sopra il cuore, nella parte alta del corpo, sostiene la funzione del sistema linfatico e di quello immunitario e contribuisce alla formazione del corpo attraverso lo scheletro e la struttura cellulare. È dolce pesante, solido, tenero, freddo, oleoso, grasso, lento, opaco, umido.

Le persone con kapha dominante sono pazienti, belle, forti, dotate di autocontrollo, generose, consapevoli dei propri obblighi e per nulla egoiste; sono costanti nei loro rapporti, ma a volte possono essere un po’ maldestre e lente. Tendono all’obesità (terra e acqua unendosi formano materia) alla ritenzione idrica e alla lentezza interiore; hanno sonno profondo e prolungato, acquisiscono le informazioni con lentezza, hanno digestione lenta, tendono alla possessività e all’attaccamento.

Se Kapha non è in equilibrio

Kapha viene disturbato da alimenti dolci, acidi, salati, freddi, grassi; da vino, zucchero, carne di animali d’acqua; da un’alimentazione eccessiva, dall’assunzione di cibo quando ancora non è stato digerito il pasto precedente; dal vivere in un ambiente umido.

I problemi che sorgono sono legati al sistema linfatico, sonnolenza, apatia, perdita delle energie fisiche, patina sulla lingua, raffreddore cronico, bronchite.

Riconosciamo Kapha nella stagione della primavera, nelle fasi del giorno che vanno dalle 6 alle 10 e dalle 18 alle 22, nelle fasi della vita da 0 a 16 anni.

Tratto da http://www.leviedeldharma.it/dosha-kapha/

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I Nostri Prodotti

La linea Anima e Corpo per la cura del viso e del corpo creata dalla ricerca cosmetica e dall’impegno nell’utilizzo di prodotti naturali, certificati, ingredienti e profumi biologici, attivi fitoterapici unici, dai quali è nata questa linea, per ritrovare l’equilibrio e il benessere che ci appartengono da sempre.
I prodotti sono certificati da enti biologici tra cui l’ICEA, l’Ente per la Certificazione Etica ....

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I giorni della convenienza

Una delle prime cose cui si rinuncia, in un periodo difficile come questo, sono massaggi, cerette (in favore dei dannosi rasoi o di metodi fatti in casa), lampade, peeling e pulizie del viso.
E’ per questo che abbiamo pensato: perchè rinunciare? Perchè non dovrei dedicare del tempo per il mio benessere?
Sono nati così i giorni della convenienza...

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Porta un amico...

La Condivisione è conveniente!
Porta un nuova amica da Anima e Corpo e otterrai uno sconto del 10% alla prossima visita.
Lo sconto del 10% lo faremo anche a lei al suo primo appuntamento.
Se vieni per la prima volta su consiglio di una nostra cliente abituale, dicci il suo nome e riceverà un omaggio alla sua prossima visita.

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