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Guida alla scoperta degli oli essenziali 1 Parte

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aromaterapia

Gli oli essenziali sono un mix di sostanze volatili e odorose prodotte da piante aromatiche (sono piante che contengono una quantità sufficiente di essenze per cui vale la pena estrarle).
Gli oli sono sostanze di pregio: distillando 100 Kg di pianta fresca, si ottengono infatti 3-8 grammi di olio essenziale di rosa, 15-20 grammi di olio essenziale di melissa, 100-300 grammi di olio di timo o geranio, 1-1,2 chili di olio di lavanda, alloro e ginepro e 2-3 chili di olio di eucalipto o cipresso.
E ancora per una goccia di olio essenziale di rosa occorrono 30 rose in fiore; per 1 litro di olio essenziale di sandalo ci vogliono 1600 Kg della parte centrale del legno.
Si tratta di sostanze molto potenti, perché presentano un’altissima concentrazione: 1 grammo di olio essenziale puro (circa una ventina di gocce), corrisponde al contenuto di 100 o più grammi della pianta originaria, della quale amplifica le potenzialità farmacologiche, ma anche i rischi dovuti a un utilizzo improprio.
Gli oli essenziali sono ricchi di componenti chimici (fino a 200 per olio), che ne determinano le proprietà (per esempio i monoterpeni favoriscono le proprietà mucolitiche; fenoli e aldeidi quelle antimicrobiche; i chetoni si trovano soprattutto in oli dalle proprietà stimolanti delle funzioni epatiche, ecc.).
Con un metodo specifico (gascromatografia) è possibile stabilire il chemiotipo (ovvero gli elementi chimici dominanti) di un olio essenziale. 
Per esempio il rosmarino può presentare tre chemiotipi: rosmarino a cineolo (è il più respiratorio), rosmarino a verberone (stimola fegato e cistifellea) e rosmarino a borneolo (tonico e anti-reumatico).

Dove si trovano?

Sono presenti sotto forma di goccioline:

* nelle foglie (salvia, basilico, melissa, menta, eucaliptolo),

* nella buccia dei frutti (limone, arancio, mandarino),

* nei frutti (vaniglia, cardamomo),

* nella resina (mirra, benzoino, incenso),

* nei semi (finocchio, anice, cacao, cardamomo),

* nei rami (cannella, tea tree, cipresso),

* nel legno (sandalo, cedro atlantico),

* nei fiori (rosa, lavanda, ylang ylang, neroli, camomilla),

* nelle radici e nei rizomi (vetiver, zenzero e iris).

Come riconoscerli

Gli oli sono:

* odorosi (così li percepisce il nostro olfatto),

* molto volatili a differenza degli oli fissi (come quello di oliva),

* oleosi e non si sciolgono in acqua,

* solubili in oli vettori, alcol e solventi organici,

* infiammabili (tenerli lontano da fonti di calore),

* la componente più sottile e purificata della pianta

Fondamentali luce e calore

La formazione degli oli essenziali non può avvenire senza la presenza di luce e calore del sole.
Nell’area mediterranea crescono piante aromatiche i cui oli hanno funzione riequilibrante (rosmarino, salvia, lavanda, timo, maggiorana…), mentre nelle regioni calde della fascia equatoriale le piante producono oli più corroboranti (cannella, noce moscata, cumino, coriandolo, cardamomo…).
Proprio perché così legati alla luce e al sole, gli oli sono connessi all’elemento fuoco.
Questa è forse la ragione per cui gli alchimisti parlavano di “sostanze dotate di “spirito”.

Come si ottengono

* Per distillazione in corrente di vapore (metodo più diffuso),

* per spremitura a freddo (nel caso degli oli agli agrumi),

* per estrazione con solventi (etere di petrolio) per oli delicati, come il gelsomino; si ottengono le essenze

   assolute (poco fluide e con profumazioni intense, da diluire in alcool),

* per estrazione con alcol (per gli oli di vaniglia, cacao e miele),

* per estrazione con fluidi supercritici (a metà tra liquidi e gas) a basse temperature (mediante anidride

   carbonica supercritica),

* enfleurage (tecnica oggi sostituita dall’estrazione con solventi) con cui si ottiene l’assoluta di enfleurage.

Fonte http://www.affarnostro.it/1/discipline-a-confronto/guida-alla-scoperta-dei-profumi-di-madre-natura.html

Le proprietà

Gli oli presentano molteplici proprietà:

antisettiche e antimicrobiche

(origano, timo, chiodi garofano, santoreggia, cannella; tea tree, fiori d’arancio, ecc.)

cicatrizzanti

(lavanda, tea tree, benzoino, cipresso, incenso, rosa, patchouli, ecc.)

antireumatiche e antinevralgiche

(per dolori articolari e muscolari; rosmarino, verbena, ginepro, camomilla, canfora, ecc.)

anticatarrali, espettoranti e mucolitiche

(eucaliptolo, rosmarino, pino, mirto, cipresso, ginepro, maggiorana, ecc.)

antispasmodiche

(per tensioni muscolari e viscerali come torcicollo, colon irritabile, dolori mestruali: basilico, camomilla, melissa, geranio, mandarino, lavanda, finocchio, maggiorana, ecc.)

digestive
(finocchio, cumino, cardamomo, angelica, coriandolo, menta, verbena, ecc.)

epato-toniche
(aumentano produzione e flusso della bile; rosmarino verberone, lavanda, menta, limone, geranio, ecc.)

tonificanti
(antidepressivi: rosa, fiori d’arancio, palmarosa; accrescono resistenza allo stress: pino, basilico, rosmarino, salvia; combattono stanchezza mentale: menta, timo, basilico, ecc.)

calmanti, ansiolitiche e rilassanti
(melissa, verbena, lavanda, camomilla, arancio, mandarino, sandalo, geranio, ecc.)

flebotoniche e linfotoniche
(per varici, cellulite, capillari dilatati: cipresso, vetiver, tea tree, sandalo, mirto, limone, geranio, ecc.)

riscaldanti
(per dolori muscolari non infiammatori e cellulite: rosmarino, zenzero, cannella, pepe, chiodi garofano)

analgesiche e anestetiche
(menta per il mal di testa; chiodi di garofano per algie dentarie; ylang ylang e camomilla romana svolgono un’azione globale sedativa, pre-anestetica e e antispastica)

endocrino regolatrici
(sostanze simil-estrogene in salvia sclarea, cipresso e finocchio; simil-cortisoniche in oli di pino, rosmarino, basilico, santoreggia)

afrodisiache e stimolanti della sessualità
(salvia sclarea per la donna e pino per l’uomo stimolano le funzioni ghiandolari; pepe nero, cannella e rosmarino riattivano energeticamente a livello pelvico; per stimolare la fantasia, ylang ylang, patchouli, vetiver e muschio)

eudermiche
(rosa, geranio e palmarosa per la couperose; rosa, incenso, fiori d’arancio e sandalo per le rughe; lavanda e tea tree per l’acne).

Come entrarvi in contatto

Mediante l’organo di senso dell’olfatto (le stimolazioni olfattive sono le uniche ad arrivare direttamente al sistema limbico, la parte più antica del cervello, senza la mediazione del talamo). Per via respiratoria (attraverso l’inalazione degli aromi dispersi nell’ambiente con diffusori si raggiungono bronchi, polmoni e di qui il sangue e il resto del corpo). Mediante la pelle (attraverso le cellule epidermiche gli oli diluiti in olio vegetale o crema arrivano ai capillari sanguigni e di qui raggiungono anche tessuti più lontani; ampio uso degli oli nei massaggi o sui punti di agopuntura). Per via orale (è bene però ricorrervi con cautela: gli oli sono sostanze molto concentrate e potenti; vanno utilizzare con cautela, per evitare sovradosaggi, intossicazioni e gastrolesività. Non vanno mai assunti puri, ma diluiti e sempre dopo la consultazione di un esperto).

Importanti precauzioni

Gli oli essenziali vanno impiegati tendendo presenti alcuni accorgimenti, come:

* utilizzare oli di qualità e naturali al 100%,

* non applicarli puri o non diluiti sulla pelle,

* per i bagni non sciogliere mai gli oli direttamente nell’acqua, ma diluirli in veicoli quali miele o sale,

* evitare di assumerli per via orale di propria iniziativa (consultare un esperto) e comunque sempre diluiti, non applicarli puri su mucose (bocca), evitare la zona occhi,

* non esporsi a raggi solari e delle lampade abbronzanti dopo averli applicati sulla pelle (specie quelli agrumati),

* su ascelle, viso e pieghe inguinali utilizzare solo oli molto delicati,

* usarli con molta cautela se si hanno forme allergiche (cutanee o respiratorie),

* conservarli chiusi, lontani da luce e fonte di calore,

* evitarne l’uso in gravidanza e nell’allattamento,

* non utilizzarli se si hanno problemi a fegato e reni (gli oli vengono metabolizzati da tali organi),

* se si soffre di ipertensione evitare oli che possono alzare la pressione sanguigna (timo, rosmarino, salvia sclarea).

Istruzioni per l’uso

Esistono vari modi di utilizzare gli oli essenziali. Ecco i principali:

Massaggio e auto-massaggio

(applicare sulla pelle con manovre di massaggio da 2 a 6 gocce di olio essenziale unendole a oli-vettore* o oleoliti**)

Bagno aromatico (5-10 gocce con miele, sale o sapone liquido da diluire poi nell’acqua del bagno)

Doccia aromatica (4-5 gocce col bagnoschiuma)

Maniluvi e pediluvi (5-8 gocce con sale o bicarbonato da aggiungere all’acqua)

Frizioni (sul petto, a esempio, in caso di bronchiti: 1-2 gocce in olio vettore e massaggiare dolcemente)

Fumenti (3-6 gocce di olio essenziale disciolte in alcol aggiunte all’acqua calda e poi si inalano i vapori; adatto per problemi respiratori da raffreddamento o per problemi della pelle)

Maschere per il viso (1-3 gocce di olio con argilla, crema, yogurt, polpa di frutta o verdura)

Inalazione del profumo (5-6 gocce con diffusori o umidificatori; 1-2 gocce sul fazzoletto da annusare)

Gargarismi (2-3 gocce di olio miscelate con miele o soluzione di propoli in un po’ di acqua).

* Gli oli vettore sono oli vegetali con proprietà nutritive e curative, ottenuti dalla spremitura di semi e frutti ricchi di sostanze. Sono i seguenti oli: jojoba (adatto a tutti i tipi di pelle e il migliore da abbinare agli aromi più pregiati),

mandorle dolci (per pelli secche e irritate; non va bene per chi ha allergie alle graminacee), riso (un’alternativa all’olio di mandorle), germe di grano (ricco di vitamina E e anti-ossidante; troppo denso per poter essere utilizzato da solo), vinaccioli (ottenuto dai semi di uva; è leggero e adatto a chi non ama la sensazione di unto), girasole (adatto a tutte le pelli; va conservato in frigo, perché si ossida facilmente), sesamo (tonico e stimolante della circolazione cutanea), avocado (per pelli sciupate e secche), macadamia (adatto per pelli anziane e per la preparazione di cosmetici), enotera e borragine (mantengono integra la pelle; da aggiungere ad altri oli vettori nel trattamento di pelle secca)

** Gli oleoliti si ottengono dalla macerazione di piante officinali in olio (di girasole od oliva). I più utilizzati sono:

oleolito di calendula (è anti-infiammatorio e lenitivo; da associare con l’olio essenziale di lavanda, per esempio);

oleolito di iperico (in associazione con l’olio essenziale di ginepro o di rosmarino attenua lombalgie e sciatalgie; con lavanda e camomilla lenisce arrossamenti cutanei), oleolito di arnica (anti-reumatico e anti-infiammatorio, da unire agli oli essenziali di limone, ginepro, basilico) e oleolito di camomilla (per pelli sensibili e sui bambini).

Tratto dal sito affarnostro.it

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