Ci sono cose che difficilmente dimentichiamo.
Una scadenza.
Un appuntamento.
La spesa.
Una telefonata da fare.
Qualcosa che serve ai figli, al lavoro, alla casa.
Poi ci sono quelle che rimandiamo con una facilità sorprendente.
E molto spesso riguardano noi.
“Lo farò quando avrò più tempo.”
“Adesso non è il momento.”
“Prima devo sistemare altre cose.”
E così il nostro benessere finisce lentamente in fondo alla lista.
Non perché non sia importante.
Ma perché raramente sembra urgente.
Quando prendersi cura di sé diventa l’ultima cosa da fare
Abbiamo imparato molto bene a rispondere alle necessità.
Quando qualcosa richiede la nostra attenzione, interveniamo.
Con noi stessi, però, capita spesso di utilizzare un criterio diverso.
Aspettiamo.
Aspettiamo che la stanchezza diventi difficile da ignorare.
Che la pelle inizi a non piacerci più.
Che il corpo cambi abbastanza da farci sentire a disagio.
Che quella sensazione di pesantezza o tensione diventi qualcosa a cui non vogliamo più abituarci.
Solo allora ci concediamo di pensare: “Forse è arrivato il momento di occuparmi anche di me.”
Ma deve davvero esserci un problema per poterci prendere cura di noi?
Prendersi cura di sé non significa essere egoisti
Dedicarsi del tempo viene qualche volta percepito come qualcosa di superfluo.
Quasi un premio da concedersi dopo aver fatto tutto il resto.
Eppure prendersi cura di sé non significa necessariamente fare qualcosa di straordinario.
Può significare dormire meglio.
Mangiare con maggiore consapevolezza.
Muoversi.
Concedersi una pausa.
Ascoltare il proprio corpo.
Fare qualcosa che ci fa stare bene.
E sì, può significare anche scegliere un trattamento estetico o un massaggio.
Ma il trattamento non è il punto di partenza.
Il punto di partenza è riconoscere che anche noi meritiamo uno spazio nella nostra giornata.
Non tutto ciò che ci fa stare bene deve correggere qualcosa
Viviamo in un mondo in cui siamo abituati a misurare moltissimo.
Chili.
Centimetri.
Rughe.
Tempo.
Risultati.
Ma non tutto ciò che riguarda il benessere ha bisogno di un numero per avere valore.
Ci sono momenti in cui un massaggio non serve a “correggere” qualcosa.
Serve semplicemente a fermarsi.
Un trattamento viso può essere scelto per rispondere a un’esigenza della pelle, ma può essere contemporaneamente un’ora in cui finalmente ci lasciamo accudire.
Un percorso corpo può avere un obiettivo preciso, ma può anche insegnarci a osservare il nostro corpo con maggiore attenzione.
Prendersi cura di sé non significa essere insoddisfatti di sé.
Questa, secondo me, è una distinzione importante.
Anima e Corpo: due parole che per noi devono restare insieme
Quando abbiamo scelto il nome Anima e Corpo, non volevamo raccontare soltanto quello che facciamo.
Volevamo raccontare come vorremmo farlo.
C’è il Corpo.
La pelle.
I trattamenti viso e corpo.
Le tecnologie.
Il dimagrimento consapevole.
L’alimentazione.
La cura estetica.
E poi c’è l’Anima.
L’ascolto.
Il contatto.
Il massaggio.
Il tempo.
La sensazione di potersi fermare.
Non sono necessariamente due mondi separati.
Per noi prendersi cura della persona significa ricordarsi che dietro ogni corpo c’è sempre qualcuno che lo abita.
Da dove si comincia?
Non necessariamente prenotando qualcosa.
Puoi cominciare facendoti una domanda molto più semplice: “Come sto?”
Non “come dovrei essere”.
Non “cosa dovrei cambiare”.
Come sto adesso?
Forse hai bisogno di movimento.
Forse di cambiare qualche abitudine.
Forse vuoi tornare a occuparti della tua pelle.
Forse senti il desiderio di prenderti cura del tuo corpo.
Forse hai semplicemente bisogno di un’ora in cui smettere di correre.
La risposta non deve essere uguale per tutti.
Non aspettare necessariamente che diventi urgente
Ci prendiamo cura delle cose importanti anche per mantenerle tali.
Forse potremmo imparare a fare lo stesso con noi.
Non per inseguire la perfezione.
Non perché ci sia sempre qualcosa da migliorare.
Ma perché stare bene merita spazio anche prima di diventare una necessità.
E se non sai da dove cominciare, possiamo partire semplicemente da una chiacchierata.
Da Anima e Corpo, prima del trattamento, c’è sempre una persona.
E quella persona sei tu. ❤️




